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Al Maria Luigia braccio di ferro per l'aumento delle ore

di Carla Giazzi

31 ottobre 2015, 21:34

Al Maria Luigia braccio di ferro per l'aumento delle ore

Inizio d’anno burrascoso al liceo classico europeo del convitto nazionale «Maria Luigia». La causa? L’aumento delle ore che gli studenti dovranno trascorrere a scuola, e che alunni e famiglie contestano. Da tre a sette, a seconda della classe frequentata, per lo spostamento alla mattina dello «studio guidato», ore in cui gli educatori aiutano i ragazzi nella gestione delle materie e nei compiti. Finora, quest’attività, che non è obbligatoria e non è indicata nel piano dell’offerta formativa del liceo, veniva svolta alla fine delle lezioni curricolari, come negli altri licei europei, o il venerdì pomeriggio, e gli studenti erano liberi di partecipare o meno. Motivo di mal contento anche tempi e modi con cui la dirigenza ha preso e comunicato la decisione, a iscrizioni avvenute e senza condividerla con le famiglie. Tanto che queste ultime sono venute a saperlo solo il giorno prima dell’inizio della scuola.
Gli studenti hanno scritto una lettera al rettore, firmata da 68 ragazzi su 73 e rimasta finora senza risposta, chiedendo il ripristino del vecchio orario e il rispetto del pof presentato al momento dell’iscrizione. E anche i genitori di 4ª e 5ª hanno messo per iscritto la richiesta di revocare la decisione. Una riunione, convocata a posteriori, non li ha soddisfatti. Le ore settimanali salgono a 45, in un liceo che già ne prevedeva tra le 38 e le 42 rispetto alle 27/30 degli altri licei. Nove ore a scuola tutti i giorni, dunque, con uscita alle 17.10, a scapito - scrivono i genitori - delle attività extrascolastiche, dello studio individuale, di qualche momento da trascorrere con gli amici. La situazione si aggrava per i tanti studenti che vengono da fuori Parma. Se la notizia fosse stata comunicata per tempo - dicono ancora -, qualche famiglia avrebbe potuto decidere di far cambiare istituto ai figli. Ammette l’errore nella comunicazione Andrea Bersellini, coordinatore del liceo, e che la decisione sia stata presa in modo unilaterale (la dirigenza può farlo). «Ma la scelta - spiega - è stata fatta per migliorare la vita scolastica dei ragazzi. E riportare il liceo europeo alla sua filosofia originaria, di esaurire le attività didattiche nelle ore di scuola». Le materie sono tante: lingue classiche, materie scientifiche, alcune veicolate in lingua straniera, diritto e geografia per cinque anni. E poi c’è la didattica laboratoriale, dove le classi analizzano testi, correggono esercizi, imparano ad autovalutarsi. «Impossibile condensare tutto in quattro giorni e mezzo (il sabato non c’è scuola ndr)» per Piero Cipriani, docente di matematica e fisica. E se di studio guidato non si parla nel pof, Bersellini ricorda che è indicato nel decreto istitutivo del liceo come «momento essenziale». «Gli studenti per primi lamentavano che era inefficace. Perciò lo abbiamo inserito in ore in cui sono più “freschi”. E lo stiamo ripensando, con insegnanti delle singole materie a fianco degli educatori. La riorganizzazione comporta sacrifici per tutti. Prima i ragazzi uscivano alle 16.15, ma con i compiti da fare a casa. Lo sport, la musica possono essere concentrati dopo le 17. E la rielaborazione personale dello studio c’è anche quando, in gruppo, uno studente più forte ne affianca uno più debole. La scuola, a fine anno, valuterà l’esperimento, ma non fa dietrofront».