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Anche Eleonora Villa al Parlamento Europeo Giovani

31 ottobre 2015, 21:35

Anche Eleonora Villa al  Parlamento  Europeo Giovani

La scorsa estate, fra l’11 e il 16 agosto, il forum internazionale Parlamento Europeo Giovani ha avuto fra i suoi partecipanti Eleonora Villa, studentessa diciottenne del liceo europeo Maria Luigia.
Eleonora ha partecipato alla sessione di Pilsen, in Repubblica cieca, dopo essere stata scelta a Volterra durante una delle selezioni italiane. Eleonora ha rappresentato il nostro paese, insieme ad altri cinque ragazzi, durante il forum internazionale organizzato dall’Unione Europea. Qui gli studenti, provenienti da vari paesi d’Europa, hanno ricoperto il ruolo di delegati, divisi in sei commissioni che rispecchiano alcuni dei ministeri del parlamento Europeo (diritti umani, affari esteri, libertà civili etc), e si sono confrontati su temi di attualità politica e sociale, alcuni dei quali riguardano soprattutto i giovani, come il cyberbullismo e il complesso passaggio dalla scuola al mondo del lavoro. Non sono mancati però argomenti caldi e controversi come l’immigrazione, tema affrontato nella commissione di Eleonora, che ha appassionato e diviso i ragazzi in un acceso confronto politico durante l’assemblea generale (che riproduce fedelmente una plenaria del parlamento europeo). Le risoluzioni proposte dai ragazzi e approvate durante l’assemblea verranno poi lette e tenute in considerazione dal Parlamento di Bruxelles, che con questa iniziativa trasmette un ammirevole esempio di democrazia rivolta anche ai più giovani, che vengono così educati ad una cittadinanza attiva e politicamente consapevole. «Abbiamo ricevuto notizia - spiega Eleonora -, che alcuni parlamentari hanno supportato le idee della mia commissione, espresse nella risoluzione finale del forum, che consisteva nel ribadire il diritto ad una dignitosa prima accoglienza dei migranti che eviti l’esclusione sociale, senza però aumentare i posti per le domande d’asilo». La proposta non è stata però accolta con lo stesso entusiasmo da alcuni delegati delle altre commissioni, i quali hanno espresso la volontà di occuparsi in primo luogo dei problemi interni dei vari paesi piuttosto che focalizzarsi sull’accoglienza. Fondamentale all’interno del forum è la figura dei «chairperson», studenti spesso universitari, con il compito di coordinare e aiutare i ragazzi delle varie commissioni a redigere la risoluzione finale sull’argomento proposto, in inglese e con linguaggio formale giuridico-economico. «Fra i partecipanti - osserva Eleonora - si poteva notare una grande varietà di nazionalità: la ragazza che ha coordinato la mia commissione veniva da Vienna, mentre i miei colleghi delegati erano spagnoli, belgi, serbi e norvegesi. È stata un’esperienza davvero internazionale, dove l’unico modo per capirsi era parlare costantemente inglese». Fra i «chairperson», inoltre, nessuno era italiano: secondo Eleonora questo è dovuto alla maggiore diffusione nel centro e nel nord Europa degli eventi del Parlamento Europeo Giovani (con picchi in Germania, Belgio, Austria e paesi scandinavi), dove la cittadinanza europea e il senso di unità fra gli stati vengono maggiormente percepiti. «Forse - conclude la delegata parmigiana - se l’Italia sviluppasse maggior senso di appartenenza alla comunità europea potrebbe ricevere più sostegno e godere di considerazione maggiore in campo internazionale».A.F.