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Fabi: "Abbiamo un sogno. La città ci aiuti"

di Massimo Fabi *

31 ottobre 2015, 12:26

Quindici anni fa era un sogno immaginare un ospedale cittadino
con i luoghi di cura concentrati in un’unica area, tecnologie all’avanguardia, un avveniristico Pronto soccorso e una nuova struttura pensata e progettata per i bambini. Ormai lo sapete, non è stato solo un sogno. E’ stata un’impresa collettiva. Vogliamo continuare su questa strada. Altri impegni ci attendono. Sfide come quelle portate avanti dalle direzioni che mi hanno preceduto, da tanti professionisti e dai cittadini di Parma che non hanno mai fatto mancare la propria vicinanza e solidarietà. Lo si è visto nei momenti difficili. Lo si è visto anche l’anno scorso nel quartiere Montanara e alle Piccole Figlie dopo l'alluvione.
Il nuovo ospedale di Parma è oggi una realtà. Questa mattina con un simbolico taglio del nastro inauguriamo l’ultimo tassello: la nuova Ala Sud, finanziata dalla Regione con 15 milioni di euro, che già ospita le funzioni nefrologiche e pneumologiche, integrata con gli altri reparti: dalla Torre delle medicine al Monoblocco, da via Abbeveratoia a via Volturno, dove abbiamo migliorato anche l’accoglienza, partendo proprio dal parcheggio. Sono le nuove pietre del Maggiore, l’ospedale dei parmigiani e dei cittadini che arrivano da altre città. Forse proprio perché a Parma «ti curano bene».
Prime pietre, come quella posata nei prati di Valera, il 31 ottobre 1915 e ricordata con una serie di iniziative culturali in questa seconda metà di ottobre. L’evento principale è in programma oggi, dopo l’inaugurazione della nuova struttura. Al convegno, nelle nuove aule universitarie, in quegli stessi luoghi che ospitano i medici e la sanità del domani, illustreremo i progetti in cantiere. Vogliamo concentrarci sul futuro, insieme all’Università, all’Azienda Usl, alla Conferenza Territoriale e Socio Sanitaria della Provincia di Parma, alla Regione Emilia-Romagna, ai medici, ai sanitari, al personale amministrativo, alle associazioni di volontariato e naturalmente insieme alla città. Perché gli obiettivi da raggiungere e i problemi da affrontare sono tanti. Non ho mai nascosto la polvere sotto il tappeto.
Non l’ho fatto con il Day hospital oncologico, dando pubblicamente ragione alle persone che si lamentavano delle carenze strutturali. Proprio il Day hospital oncologico sarà la nostra nuova e prossima prima pietra. Oggi al convegno spieghiamo questo progetto, innovativo e per certi aspetti rivoluzionario, che andrà a rinnovare completamente la parte dell’ospedale che si affaccia su via Abbeveratoia.
Vogliamo costruire un moderno centro oncologico a più piani, integrato con la Radioterapia, e in parte già finanziato dalla Regione con 5 milioni di euro. Vorremmo fare tutto questo insieme a voi, come abbiamo fatto con l’Ospedale dei Bambini “Pietro Barilla”. Lanceremo per questo obbiettivo una sottoscrizione pubblica per sostenere il progetto. Abbiamo molto lavoro da svolgere.
Vogliamo rendere più accogliente e vivibile l’intera area ospedaliera, con spazi verdi, un ulteriore parcheggio per un ospedale senza auto, nuovi servizi per il personale del Maggiore e per tutti i cittadini. Sarà una nuova sfida. Una nuova prima pietra.

*Direttore generale dell'Azienda
ospedaliero-universitaria di Parma