Archivio

scuola

Festival della storia: all'Ipsia l'attualità della Resistenza

31 ottobre 2015, 21:32

Festival della storia:  all'Ipsia  l'attualità della Resistenza

«Ricordatevi, ragazzi, di Giovanni Mortali». E la voce di Gianni Cugini, due volte vice sindaco di Parma e consigliere regionale negli anni ‘70/’80, si spezza, davanti agli studenti che affollano l’aula magna dell’Ipsia «Primo Levi».
Ricorda il comandante partigiano che affrontò la prima battaglia nel parmense, il 25 dicembre del ‘43 a Osacca di Bardi, e che fu l’ultimo a morire, a liberazione ormai avvenuta, il 28 aprile del ‘45.
Ad ascoltarlo, i ragazzi di quinta dell’istituto e gli alunni delle scuole medie di Calestano e di Felino. Si parla di Resistenza a Parma in questa lezione particolare, all’Ipsia, all’interno del Festival internazionale della storia.
Iniziative organizzate in città e provincia, di cui un’ottantina nelle scuole, per avvicinare alla storia e renderla viva in modo gioioso, spiega Angela Marchetti, vicepresidente del comitato organizzatore, perché «un’umanità senza memoria perde il suo senso». Non è di quest’anno l’adesione dell’Ipsia al Festival, precisa il dirigente scolastico Giorgio Piva, prima che Cugini rievochi quel periodo: «Alla fine del ‘45 nel parmense i partigiani erano più di 11mila, 24 le brigate, 940 i morti. Parma fu tra le prime 20 città a essere insignite della medaglia d’oro per la Resistenza. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la resistenza passiva e l’appoggio della popolazione».
Anche i sacerdoti di Parma svolsero un ruolo, ognuno secondo la propria coscienza. Don Umberto Cocconi ha raccontato ai ragazzi la vita di due preti che la Resistenza la vissero in modo diverso, don Giuseppe Cavalli e don Guido Anelli, il «prete volante». Don Cavalli lavorando per la formazione delle coscienze e la partecipazione dei giovani alla costruzione della democrazia, avvertendo il disagio di «parlare di riconciliazione con il fucile in mano»; don Anelli impegnandosi di persona a favore dei partigiani. Nella sua parrocchia di Belforte, sull’Appennino, costituì la seconda Brigata Julia e lui stesso attraversò la linea gotica per andare a Roma a procurare aiuti economici e armi per la lotta partigiana. «Entrambi - ha detto don Cocconi - ci hanno donato la cosa più preziosa: la libertà e, nella libertà, la giustizia». È venuto, poi, il momento dei più «piccoli». Gli alunni della scuola media di Calestano hanno presentato il loro libro «Percorsi di scrittura creativa. Dialogando con Anne Frank»: raccoglie le lettere che hanno scritto ad Anna, dopo aver approfondito in classe la sua storia. Quelli della scuola media di Felino hanno raccontato il loro incontro con il partigiano «Bandera» Aldo Pagani, ricordando il suo monito finale: «Custodite la democrazia, perché alto è stato il prezzo per costruirla».C.G.