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Il film del Toschi? Una «bomba»

di Carla Giazzi

31 ottobre 2015, 21:33

Essere mancino, «in un mondo fatto su misura per i destrorsi», provoca piccoli e grandi inconvenienti, e fa sentire «diversi».
Lo hanno spiegato, con ironia e garbo, gli studenti di quinta A dell’indirizzo audiovisivi e multimedia del liceo artistico «Toschi» nel cortometraggio «Anche Dio è mancino», realizzato quando erano in quarta.
Il video è stato proiettato al cinema Edison, in una serata organizzata con la Fondazione Solares delle arti e l’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Parma.
Un tema importante, quello su cui si sono impegnati i ragazzi del Toschi, perché «l’essere mancino diventa metafora della diversità in senso lato», ha spiegato il docente Michele Gennari, che ha affiancato gli allievi insieme al collega Michele Putorti. Il tema viene affrontato con leggerezza, senza appesantimenti, rispecchiando l’ironia e il sarcasmo dello scrittore Luigi Malerba, da cui è tratta la sceneggiatura. Ma questo non rende meno serio il problema di chi deve convivere con una diversità, qualunque essa sia. Come dice il protagonista, «Mi sembra che anche la mia mente sia un po’ mancina e che i miei pensieri vadano di traverso».
Ispirato all’omonimo racconto di Malerba, «Anche Dio è mancino» è stato prodotto per l’edizione 2014 del premio intitolato allo scrittore di Berceto, dedicato alla narrativa e alla sceneggiatura. E, da allora, è arrivato anche un riconoscimento a livello nazionale per studenti e professori. A Venezia, hanno vinto il concorso «Filmagogia 2015», della Fondazione Augusta Pini, che si è svolto in concomitanza con la 72esima Mostra internazionale del cinema. Del corto, i ragazzi hanno curato tutto: adattamento, regia, montaggio e musiche, che sono originali.
Non ha esitato a definirlo «Una bomba» Simone Galli, dell’assessorato alle Politiche giovanili: «Avete fatto un lavoro incredibile, insieme ai vostri insegnanti - ha detto -, ed è una emozione straordinaria vedervi in questo cinema».
Lo studente attore protagonista del video, Marco Buriola, mancino anche nella vita reale, è molto soddisfatto, dell’esperienza in sé e degli apprezzamenti che ha ottenuto: «E’ stata la mia prima volta come attore, mi piacerebbe ripeterla».
È un rapporto consolidato quello del liceo artistico con il premio Malerba. Ogni due anni, infatti, una classe della scuola fa parte della giuria e vota le sceneggiature. Su questo aspetto si è soffermata Maika Ridi: «Abbiamo letto molte sceneggiature, alcune interessanti, altre meno. In tutti i modi, è bello che ci siano tante persone attive in questo campo».