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Il Marconi si apre al mondo e ospita i compagni australiani

di Vittorio Rotolo

31 ottobre 2015, 21:28

Il Marconi si apre al mondo e ospita i compagni australiani

Quello tra Italia ed Australia è un legame che ha radici profonde, vecchie di oltre un secolo, da quando cioè tanti nostri connazionali emigravano in quel Paese, in cerca di fortuna.

Una storia ben conosciuta anche dalle nuove generazioni, come dimostra l’elevato indice di gradimento che caratterizza il gemellaggio tra il liceo scientifico Marconi di Parma e la Perth Modern School dell'omonima città Perth.

Una ventina i ragazzi che, dalla «terra dei canguri», sono arrivati nella nostra città, accolti dalle famiglie dei loro coetanei che frequentano le classi 3ªO e 3ªM del Marconi.

Per questi studenti australiani, accompagnati dai docenti Francesca Candaten (originaria di Reggio Emilia) e John Duncan, l’occasione di immergersi nella cultura del nostro Paese, perfezionando una lingua cui dedicano diverse ore settimanali della propria attività didattica ed entrando in contatto con il nostro modello scolastico. «Che, devo dire, si differenzia parecchio dal nostro - fa notare Priya Fisher, studentessa della Perth Modern School -: noi tutti indossiamo una divisa e poi ci spostiamo da una classe all’altra, a seconda delle materie previste all’interno del nostro piano di studio. Se conoscevo Parma? Sì, soprattutto per le sue eccellenze gastronomiche: vado letteralmente pazza per il prosciutto e per il Parmigiano. Però, ora che sono qui, sto scoprendo pure tutte le bellezze paesaggistiche e monumentali di cui questa città è ricca».

«Siamo stati accolti benissimo dalle famiglie che ci ospitano e dai ragazzi - conferma un altro studente australiano, Hayden Krammer -: trovo che in Italia ci sia più senso della famiglia, un rapporto molto bello fra genitori e figli. Per quanto mi riguarda, considero questa esperienza una sorta di scintilla, perché amo il vostro Paese e voglio continuare a studiare la vostra lingua».

«Che è la terza più parlata in Australia, dopo l’inglese ed il cinese» aggiunge con orgoglio la professoressa Candaten. Al suo fianco la vicepreside del Marconi, Viviana Menoni, e la docente Silvia Rizzi che, insieme alla collega Antonella Morea, coordina il progetto di scambio.

«Credo che questo gemellaggio esprima compiutamente il senso di una scuola che si apre al mondo, stimolando gli studenti al confronto con stili e modi di vivere diversi dal proprio» afferma la Menoni.

«Questo scambio lancia pure un messaggio di grande attualità ai ragazzi - spiega la Rizzi -: lo stereotipo dell’australiano alto, biondo e con gli occhi azzurri viene abbandonato in favore di una reale presa di coscienza rispetto a quanto rilevante sia la commistione di culture, in quel Paese. L’incontro fra popolazioni diverse, l’Australia l’ha conosciuto ben prima di noi. Questo progetto, avviato qualche anno fa dalla collega Elena Campari, oggi in pensione, si pone come una grandissima opportunità di arricchimento personale e culturale per gli studenti».

Dopo cinque giorni insieme, è arrivato il momento dei saluti. Ma è solo un arrivederci, perché la visita sarà presto ricambiata.