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Liceo Bertolucci: lo scambio è con la Cina

di Pierluigi Dallapina

31 ottobre 2015, 21:35

Liceo Bertolucci: lo scambio è con la Cina

Ha radici lontane il legame fra Parma e la Cina. A partire dal primo Novecento i missionari Saveriani si sono spinti in estremo Oriente riportando in città oggetti di grande pregio ora custoditi nel museo d’arte cinese ed etnografico, un museo unico nel suo genere. Quel legame si arricchisce oggi di un nuovo ponte su cui far correre le relazioni fra le due culture grazie all’accordo siglato dal liceo scientifico, musicale e sportivo «Bertolucci» e dalla NangHai High School che ha permesso l’arrivo a Parma di una delegazione di studenti e docenti proveniente dalla megalopoli di Nanchino.
Uno scambio culturale e sociale con un popolo che per la prima volta viene ospitato da una scuola di Parma.
Venerdì mattina 13 studentesse di 16 anni, insieme a tre insegnanti ed al coordinatore delle attività internazionali della scuola, sono state ricevute dal «Bertolucci», prima tappa di una settimana in Italia alla scoperta non solo dei tesori artistici della città ducale, come il Duomo, il Battistero, il Teatro Regio e la Galleria Nazionale, ma anche dei monumenti di Milano e Bologna. Durante la permanenza a Parma le studentesse hanno vissuto in famiglia, in qualità di ospiti dei genitori degli alunni del liceo.
«Il nostro liceo lavora molto sui processi di formazione internazionale in modo da rendere gli studenti capaci di abitare in un mondo caratterizzato da sempre più differenze», spiega Aluisi Tosolini, dirigente scolastico del «Bertolucci», accogliendo la delegazione proveniente da una scuola con 126 anni di vita.
«La NangHai High School è stata fondata nel 1898», ricorda Du Juan, una dei tre insegnanti che ha accompagnato i ragazzi in Italia, prima di svelare alcune caratteristiche dell’organizzazione scolastica di un istituto in cui grande importanza viene data allo studio dell’arte e alla pratica artistica.
«Le lezioni si tengono per cinque giorni alla settimana, con inizio alle 8 e fine alle 17. C’è una pausa all’ora di pranzo e anche il tempo per permettere agli studenti di riposarsi. Tra alunni, che vanno dai 12 ai 18 anni, e insegnanti, la nostra scuola conta circa 5 mila persone», spiega l’insegnante attraverso la traduzione di Fabrizio Tosolini, missionario saveriano che per 15 anni ha vissuto a Taiwan.
Convinto sostenitore dello scambio culturale fra l’Italia e la Cina è Xie Kemin, coordinatore delle attività internazionali della scuola di Nanchino, arrivato nel Belpaese per la dodicesima volta.
«C’è una tradizione secolare di scambi fra i nostri Paesi - afferma - iniziata con Marco Polo e Matteo Ricci. Ora invito voi a venire a studiare in Cina, perché sono certo che al termine dell’università potrete trovare un’occupazione prestigiosa».
A fine mattinata, la delegazione cinese è stata accolta dal presidente del consiglio comunale, Marco Vagnozzi, nella sala consiliare del Municipio.