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Sala Baganza

Merusi: «Non posso ricandidarmi, ma se il Pd ha bisogno di me...»

Dopo due legislature il sindaco non potrà ripresentarsi per la terza volta. Il bilancio: «Orgogliosa di aver destinato Casa Gombi agli anziani». Processo Aemilia: «Ci siamo costituiti parte civile per poter fare chiarezza»

di Pierluigi Dallapina

01 novembre 2015, 22:14

Merusi: «Non posso ricandidarmi, ma se il Pd ha bisogno di me...»

A disposizione del partito, ma solo se sarà necessario. Sindaco di Sala Baganza per due legislature consecutive, Cristina Merusi non potrà ricandidarsi per la terza volta, ma questo non le impedirà di mettere a disposizione di una futura coalizione di centrosinistra la propria esperienza amministrativa.

Sindaco Merusi, quale sarà la sua posizione in vista della campagna elettorale per le amministrative del 2016?

«Ho già detto al partito (il Pd, ndr) che se ci sarà bisogno del mio aiuto sarò presente. In caso contrario posso ritirarmi a vita privata, dato che sono contro i personalismi, soprattutto a livello locale».

Pensando alle cose fatte durante i due mandati, di cosa va più fiera?

«Aver restaurato casa Gombi e averla destinata ad alloggi per anziani, aver recuperato le strade del centro, aver realizzato marciapiedi prima inesistenti e rifatto i sottoservizi, vecchi di 50 anni, aver restaurato la parte pubblica della Rocca Sanvitale con la successiva inaugurazione del museo del vino, aver costruito il terzo campo da baseball e aver messo in sicurezza gli edifici scolastici».

La lista con cui ha vinto le elezioni nel 2011 si chiamava Solidarietà. Come avete messo in pratica questa parola?

«Siamo riusciti ad ottenere la statalizzazione della scuola materna, quando le suore, dopo 120 anni di gestione, non riuscivano più a garantire il servizio. Abbiamo anche inaugurato un percorso agevolato per chi si muove in carrozzina sulla piazza principale».

Quali sono invece le cose che non è riuscita a realizzare?

«Mi rammarico di non essere riuscita a vedere almeno la posa della prima pietra del nuovo ponte lungo la strada Pedemontana. Abbiamo fatto pressioni a vari livelli per dieci anni, e nel 2011 in Provincia firmammo anche un protocollo. Spero possa essere realizzato insieme alla nuova cassa di espansione sul Baganza».

A proposito di acqua, Sala è stata duramente colpita da un'alluvione. A che punto sono i rimborsi per i privati?

«Stiamo continuando a chiedere i risarcimenti alla Regione, dato che non è ancora arrivato nulla. Grazie ai finanziamenti regionali siamo però riusciti ad ampliare il letto del rio della Ginestra e a eseguire lavori di mitigazione del rischio lungo lo Scodogna, a Talignano».

A Bologna è iniziato il processo agli arrestati durante l’operazione «Aemilia». Cosa intende fare l’amministrazione, dato che le intercettazioni avevano messo in luce presunti tentativi da parte della cosca di influenzare il voto alle scorse elezioni?

«Abbiamo depositato la richiesta per poterci costituire parte civile, dato che è stata danneggiata la mia persona, l’intera amministrazione e tutta la collettività. Ho piena fiducia nei confronti dei giudici. Spero venga fatta chiarezza».

Sala è un paese sicuro?

«I carabinieri ci dicono che il numero dei reati è nella norma. Come consiglio dell’Unione Pedemontana abbiamo però appena approvato una variazione di bilancio per installare un sistema di videosorveglianza sulle principali vie di accesso nei cinque comuni dell’Unione».