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COLLECCHIO

A Lemignano sono tornati i nomadi: i residenti si dicono "esasperati"

Il sindaco Bianchi annuncia: "Fondi per l'installazione di telecamere". Escamotage per aggirare il divieto di parcheggio. La "questione" rifiuti

di Gian Carlo Zanacca

02 novembre 2015, 21:58

A Lemignano sono tornati i nomadi: i residenti si dicono

Sono tornati i nomadi a Lemignano. Quattro roulotte si sono fermate lungo via Prampolini nella sera di sabato. I residenti sono sul piede di guerra: ormai da alcuni mesi il quartiere artigianale, infatti, è diventato luogo di sosta per roulotte e camper. E gli abitanti non ne possono più: questioni di sicurezza si aggiungono al rispetto del decoro urbano e all’abbandono di rifiuti.

Nonostante il tentativo del Comune di arginare il fenomeno, sembra che non vi siano rimedi se non l’installazione di un sistema di videosorveglianza collegato con la centrale operativa della Polizia municipale, come suggerito dai residenti stessi. Le forze dell’ordine, infatti, hanno intensificato il controllo del territorio. Sia i Carabinieri della stazione di Collecchio sia le pattuglie degli agenti della Polizia municipale del corpo unico dell’Unione Pedemontana Parmense tengono sott’occhio la situazione, ma non è sufficiente. I nomadi hanno studiato anche degli escamotage per ovviare alle misure prese dal Comune che ha inibito, con apposita segnaletica verticale, l’accesso al parcheggio situato tra via Di Vittorio e via Costa: molto semplicemente non sostano più lì, ma si sono accampati lungo via Prampolini, proprio davanti al parcheggio. Il Comune, inoltre, ha chiuso con dei lucchetti le bocchette dell’acqua a cui si approvvigionavano, ma non è servito. I residenti, a questo proposito, si chiedono dove i nomadi si riforniscano d’acqua dal momento che sono ben evidenti bacinelle e panni stesi. A questo si aggiunge anche l’allacciamento improprio alla rete elettrica, in quanto in passato si sono collegati con alcune centraline e con i pali della luce. Anche in questo caso il Comune è intervenuto, ma il fenomeno continua. Per non parlare dei rifiuti che vengono, a detta dei residenti, abbandonati senza che queste persone paghino non solo l’occupazione del suolo pubblico, ma anche lo smaltimento dei rifiuti stessi. Una situazione che con il passare del tempo diventa sempre più insostenibile per gli abitanti che, in occasione di un incontro a Lemignano, promosso dalla consigliera di minoranza Patrizia Caselli circa un mese fa, hanno detto di essere esasperati.

Il sindaco, Paolo Bianchi, ha anticipato in consiglio comunale che l’amministrazione ha stanziato dei fondi per l’acquisto di telecamere da posizionare in ingresso ai Comuni dell’Unione Pedemontana, sulla base di un progetto condiviso con la prefettura, per la verifica immediata del transito di auto rubate, sottoposte a fermo amministrativo o non in regola con la revisione, una misura che dovrebbe garantire maggior sicurezza sul territorio. I nomadi, in base a una direttiva europea di tutela delle minoranza etniche, hanno diritto a una sosta di 48 ore nei territorio in cui sono in transito. Il Comune, a fronte del ripetersi di questi eventi, adotta sempre un’ordinanza di sgombero che viene, poi, notificata dalle forze dell’ordine. Dalla firma dell’ordinanza alla notifica, passano però dei tempi tecnici, di solito un giorno. Poi i nomadi sono costretti ad andarsene.