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Luceri: «Tasse, il nostro Ateneo premia il merito»

04 novembre 2015, 12:26

Luceri: «Tasse, il nostro Ateneo premia il merito»

Si parte dai voti. E poi si prendono in considerazione i redditi. Il principio applicato è: premiare il merito. Il sistema-tasse dell'Ateneo è complesso, ma va incontro agli studenti che hanno voglia di mettercela tutta e che portano a casa i risultati. «Sappiamo che studiare non è un'attività facile - spiega Beatrice Luceri, docente del dipartimento di Economia, delegata del rettore a Comunicazione interna, marketing e ranking -. Alcuni dei migliori anni della nostra vita spesi a lezione, sui libri e sul campo per avere il titolo di studio necessario per fare il mestiere che sogniamo. È con questa consapevolezza che cerchiamo di aiutare gli studenti a mantenere alta la motivazione nel tempo e a dare il massimo delle loro potenzialità. In altre parole, laurearsi in tempo e con risultati brillanti. Queste sono le due qualità che pensiamo possano garantire al nostro Paese una classe dirigente preparata e in grado di affrontare, ben attrezzata, il domani.

Come realizzate concretamente l'obiettivo di premiare il merito?

«I diplomati con almeno 100, che si iscrivono ad uno dei nostri corsi triennali o a ciclo unico, non pagano la seconda rata di tasse e contributi. L'importo varia, a seconda del corso di laurea, da un minimo di 381,34 euro ad un massimo di 657,95 euro. Lo stesso vale per i laureati con almeno 110/110 che si iscrivono ad uno dei nostri corsi di laurea magistrale. L'importo varia, a seconda del corso di laurea, da un minimo di 381,34 euro ad un massimo di 651,25 euro.

E per gli studenti del secondo anno?

«Una volta passato al secondo anno, lo studente viene valutato in funzione dei crediti maturati e dei voti ottenuti rispetto alla media del proprio corso di laurea. A seconda della combinazione di questi due fattori, può ottenere uno sconto sulla seconda rata che va da un minimo del 25% al 100% (esenzione totale).

Un percorso diverso è riservato agli studenti beneficiari di borsa di studio regionale Er.Go che hanno diritto all'esenzione totale della tassa di iscrizione e dei contributi universitari a fronte del rispetto dei requisiti di merito previsti.

La nostra attenzione al merito ha un rovescio della medaglia: le tasse aumentano per chi non riesce a tenere il passo con la durata legale del corso. Poiché non vogliamo essere punitivi, la maggiorazione della quota annuale scatta a partire dal secondo anno fuori corso. Si tratta di un salvagente di un anno perché si sa che nella vita l'imprevisto è possibile e non tutto dipende solo dalla nostra volontà.

Possiamo fare un bilancio  rispetto alle iscrizioni di quest'anno? Quanti studenti hanno beneficiato delle agevolazioni tra matricole e studenti «veterani»?

«Si tratta di dati che diamo in anteprima. L'attuale sistema di tassazione è partito con l'anno accademico 2014-15 e i dati sono disponibili da poco. Per valutare la carriera degli studenti è stata implementata una procedura ad hoc. I numeri sono impressionanti: l'Ateneo di Parma ha premiato 5.739 studenti ad agosto 2015 e, precisamente: 2.117 studenti con esonero totale ottenuto per borsa di studio o per invalidità; 357 studenti con esonero sulla seconda rata per voto di maturità o di laurea; 530 con esonero totale sulla seconda rata ottenuto per merito; 2.112 con riduzione importo II rata ottenuta per merito; 493 con riduzione lavoratori; 130 studenti con riduzione per secondo familiare iscritto. A questi, devono essere aggiunti i laureati che hanno concluso il loro percorso nell'anno accademico 2013/2014 e discusso la tesi nella prima sessione utile».

Sono previsti «sconti» anche per le fasce di reddito più basse?

«Senza dubbio. Il nostro è un sistema di tassazione progressivo in base al reddito. Pensiamo che sia equo far pagare a ciascuno in proporzione a quanto può permettersi. Certo, le riduzioni per merito prescindono dalla fascia di reddito: non penalizziamo i bravi studenti solo perché hanno più disponibilità economica».

Come è organizzato il sistema della tassazione?

«Dallo scorso anno accademico abbiamo aumentato da 4 a 6 il numero delle fasce di reddito e abbiamo introdotto, accanto all'indicatore Iseeu (Indicatore della situazione economica equivalente), l'indicatore Ispeu (Indicatore della situazione patrimoniale equivalente). Abbiamo così una maggiore diversificazione dell'importo delle tasse a seconda del reddito e del patrimonio di ciascuno studente e una maggiore progressività.

Inoltre, c'è una serie di agevolazioni per diverse casistiche.

Per esempio: esonero totale per gli studenti iscritti in corso che hanno diritto a borsa di studio Er.Go; esonero totale per invalidità pari o superiore al 66%; esonero totale per disabilità certificata ai sensi della legge 104; riduzione di 300 euro per studenti lavoratori; riduzione di euro 300 per secondo familiare iscritto; rimborso di 300 euro per nascita di un figlio; rimborso di 300 per degenza ospedaliera non inferiore ai 30 giorni».

Federconsumatori  dice che siete l'Ateneo più costoso d'Italia. Come replicate?

«È dall'uscita del rapporto dello scorso anno che abbiamo cercato un incontro con Federconsumatori per confrontarci sulla metodologia impiegata dall'associazione nel redigere la graduatoria. È quasi pleonastico dire che il tentativo è stato infruttuoso. Semplicemente, il dato è sbagliato sia per il nostro Ateneo che per altre università. Gli studenti beneficiari di borsa di studio Er.Go hanno diritto all'esenzione totale delle tasse. Come normalmente avviene negli atenei italiani, gli iscritti al primo anno anticipano la prima rata solo perché occorre del tempo per controllare la dichiarazione Isee presentata e il merito, ovvero i crediti necessari per acquisire di diritto effettivo alla borsa di studio. Nel giro di pochi mesi, l'intero importo viene restituito. I nostri studenti che appartengono alle fasce di reddito più basse possono testimoniare che le cifre indicate da Federconsumatori non corrispondono a quanto effettivamente pagato».

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