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Workshop

Nuovi talenti a RadiorEvolution

04 novembre 2015, 13:23

Microfoni aperti all'Università di Parma grazie a RadiorEvolution. Come si prepara una trasmissione? Come si annuncia un brano? Quali sono i tempi giusti davanti a un microfono? Quali le gag migliori da proporre agli ascoltatori? Cosa vuol dire «prendere un'intro»? Sono solo alcune delle domande alle quali si è cercato di trovare le risposte giuste nei giorni scorsi, nel plesso di via D'Azeglio, durante il workshop «Officina Revolution», una mattinata intera dedicata ad aspiranti speaker e registi chiamati a raccolta dalla web emittente degli studenti universitari di Parma.

Ritrovo subito dopo il caffè mattutino, spiegazioni utili alla preparazione di una scaletta e poi, per la trentina di partecipanti all'evento, divisi in tre gruppi, è arrivato il momento di passare dalla teoria alla pratica e realizzare format di musica, intrattenimento e sport.

Al fianco degli studenti alle prime armi sono rimasti costantemente i ragazzi e le ragazze dello staff di RadiorEvolution. A cominciare da Barbara Cifalinò, station manager della radio d'Ateneo che sta portando avanti la propria passione anche lontano dalle aule universitarie, in Fm e nella sua città, Piacenza.

«L'obiettivo di questa iniziativa è quello di dare un'idea più concreta possibile di come funziona una radio» spiega la stessa «Babi», la quale, nonostante una carriera tutta in salita, continua a mettere a disposizione la propria esperienza per le nuove leve, aiutata durante il workshop anche da Giulia e Giacomo della «vicina» Rumore Web, emittente dell'Ateneo di Modena e Reggio Emilia.

«Dare spazio a tutti, creando anche occasioni per aiutarsi a vicenda, rende le radio universitarie un luogo importante di sperimentazione» dice proprio Giulia, mentre Giacomo, pure lui in rampa di lancio in Fm, a Modena, aggiunge: «Le web radio universitarie sono meno legate a questioni aziendali rispetto a quelle commerciali e quindi rappresentano davvero un mondo che può dire ancora qualcosa di interessante. Più che una palestra - prosegue - la nostra potrebbe diventare una nuova realtà da tenere maggiormente in considerazione: forse le emittenti universitarie possono avere futuro anche senza Fm».

Di certo, però, chi parte dalla rete, anche da zero, può trovarsi davanti a scenari inaspettati. Serve sacrificio e voglia di imparare, sempre. E le esperienze di chi come Barbara (e non solo) ci sta riuscendo, sono esemplari.

Lo avranno pensato anche Andrea Concari e Valentina Petrolini, amici da una vita che, durante la divisione in gruppi, hanno rotto il ghiaccio davanti al microfono cimentandosi nella conduzione di un programma con notizie musicali.

«Ho già avuto esperienze in radio e avevo voglia di viverne una nuova» racconta Andrea, studente di Architettura, mentre «Vale» (come si legge sul talloncino col proprio nome consegnato a tutti i presenti), che sta svolgendo un dottorato in Filosofia negli Stati Uniti, dice: «La radio mi ha sempre appassionata e, siccome resterò a Parma per un bel po' prima di tornare in Usa, mi piacerebbe provare a condurre un programma».

Il workshop, infatti, ha anche rappresentato il primo step di RadiorEvolution per la ricerca di nuovi innesti nello staff. E un po' tutti i partecipanti sperano di entrare in questa grande famiglia, comprese Claudia Della Valle e Francesca Del Casale, alle prese con la realizzazione di un format «che unisca musica e cucina. Insomma - spiegano - lo studente universitario spesso ha in dispensa due ingredienti in croce e noi potremmo dare qualche consiglio».

Lasciando ampio spazio all'ironia, ovviamente. «Mi piace molto l'aspetto sociale della radio» dice invece Francesco Pisano, mentre la collega del corso di Giornalismo, Mariana Guazzi, aggiunge: «Ho deciso di partecipare al workshop per capire se sono in grado di fare una cosa del genere».

Mariana e Francesco hanno lavorato con altri ragazzi alla realizzazione di un programma sportivo e, a fine mattinata, tutti sono riuniti in Aula E per riascoltarsi e cercare di tornare a casa con qualche esperienza in più, nella speranza di diventare davvero nuovi speaker e registi di RadiorEvolution.

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