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Longevità

In Italia si vive di più. Ma non in buona salute

05 novembre 2015, 13:52

Gli italiani vivono molto a lungo, anche rispetto ad altri Paesi occidentali, ma spesso la loro salute in età avanzata non è buona. E' quanto emerge da un rapporto Ocse su salute e sanità, basato su dati 2013.

L'Italia è quarta tra i Paesi membri dell'organizzazione per aspettativa di vita, con 82,8 anni. «Tuttavia, gli indicatori di salute all'età di 65 anni sono peggiori di quelli di altri Paesi Ocse» spiega lo studio, precisando che l'aspettativa di vita in buona salute per i sessantacinquenni italiani è in media di «sette anni senza disabilità per le donne e circa 8 otto per gli uomini», sesta più bassa tra i membri Ocse.

La causa di questo scarto, ha spiegato la responsabile della divisione Sanità dell'Ocse Francesca Colombo presentando il rapporto alla stampa, deriva in gran parte dal fatto che «l'assistenza alla popolazione che sta invecchiando non è allo stesso livello di quella di altri Paesi», e in particolare «la qualità delle cure di lunga durata, e del monitoraggio dei pazienti, è meno buona ed estesa che altrove». A ciò si aggiungono alcuni fattori di rischio presenti in tutta la popolazione, come «l'aumento dell'obesità», e in alcune aree «una difficoltà di accesso alle cure specialistiche».

Tra i bambini italiani fino ai nove anni, il tasso di sovrappeso rilevato è del 36% per i maschi e del 34% per le femmine, rispettivamente 11,7 e 11,9 punti percentuali in più della media Ocse. Un dato che mette il nostro Paese al quinto posto tra i membri dell'organizzazione, dietro solo a Grecia, Gran Bretagna, Usa e Nuova Zelanda. E' inoltre aumentata la percentuale di quindicenni che dichiarano di essere in sovrappeso, dal 14% del 2001 al 17% del 2010.

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