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PROSTITUZIONE

Giovani schiavizzate con i riti voodoo

Ecco come si "reclutano" le prostitute e quanto fruttano agli schiavisti

06 novembre 2015, 06:00

Giovani schiavizzate con i riti voodoo

Un lungo viaggio attraverso il deserto del Niger per raggiungere la Libia e da lì la traversata in barcone fino alle coste italiane. Per una vita migliore, per una speranza. E invece le aspettava un marciapiede della provinciale 40 di Carpiano (Milano), le botte e le umiliazioni della strada. Per nove ragazze nigeriane l’incubo è finito nei giorni scorsi con l’arresto da parte della Squadra mobile di Milano di una banda di quattro persone (accusate a vario titolo di sfruttamento della prostituzione, tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù) che le hanno adescate attorno Benin City, la capitale dello stato di Edo.

E’ un fenomeno ben noto. La Unodc, l’agenzia Onu per la lotta al crimine organizzato e la Naptip (l’agenzia nazionale contro il traffico di esseri umani) nel loro ultimo report parlano di oltre 10mila donne portate ogni anno in Europa a scopo di sfruttamento sessuale, per un giro di affari di centinaia di milioni di dollari.

I trolley (gli agenti) e le madame (una sorta di maitresse) girano i villaggi in cerca delle vittime, entrano nelle famiglie, approfittano della debolezza economica e psicologia fino a convincerle a partire con l’illusione della felicità. Non prima di aver stretto un patto di sangue con un rito «ju ju», una pratica vicina al voodoo in cui le ragazze donano peli pubici, indumenti intimi e sangue mentre un gallo viene sgozzato da un santone o da un pastore delle chiese pentecostali che riempiono Benin City. Da quel momento vittima e carnefice sono legati per sempre, o almeno fino al saldo del debito.

Dalle indagini, iniziate nel settembre del 2014 dopo la denuncia di una prostituta che ha approfittato di un momento di pausa del suo «turno» di 18 ore, è emerso che ogni ragazza contraeva un debito tra i 40 e i 70 mila euro che doveva ripagare con le prestazioni e non solo. La cifra minima alla settimana era 500 euro, ripartita tra 200 euro per l’affitto del marciapiede, 250 euro per il posto letto nella casa e 50 euro per le spese alimentari. Poi c’era una percentuale sui clienti. Solo una volta saldato il debito la vittima era liberata.