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L'Italia non ha corso per gli Europei 2017

Persa un'occasione per lanciare grazie all'Expo la candidatura di Milano, intanto manca l'Italia nel tavolo che si fronteggia per gestire l'europeo di club.

06 novembre 2015, 09:20

L'Italia non ha corso per gli Europei 2017
Nemmeno il ritorno al basket di Gianni Petrucci, dopo lunga permanenza al CONI,  è riuscito a creare i presupposti per una candidatura italiana della FIP per il prossimo europeo. L'Italia ha ospitato solo tre edizioni, Napoli, Torino e Roma ma le ultime due organizzazioni sono state possibili e gestite in prima persona da grazie a due aziende italiane di grande prestigio, la Fiat e il Gruppo Ferruzzi/Messaggero al Palaeur nel '91.  L'ultima candidatura italiana in ordine di tempo sostenuta dalla presidenza di Dino Meneghin è stata  il Mondiale 2014,  conclusasi con una sconfitta di una corta incollatura contro la Spagna e finanziata da Lottomatica e Monte dei Paschi di Siena. La FIP sembrava potesse poi entrare nel progetto dell'Eurobasket in pool del 2015, quale miglior occasione dell'Expo di Milano, ma alla fine non ha finalizzato la sua candidatura e la palla al balzo l'ha afferrata la Lettonia.
 
Per l'Europeo 2017 si sono dunque candidate  5 nazioni: Finlandia, Israele, Polonia, Romania e Turchia. Sono possibili due opzioni, o l'organizzazione dell'evento in un solo Paese o come l'edizione di quest'annno spalmato in più nazioni (Francia,Germania, Croazia, Lettonia), con quattro gironi di qualificazione da 6 squadre e il tabellone finale dagli ottavi in un'unica sede. La Commissione di Valutazione visiterà le sedi candidate e al termine delle ispezioni sottoporrà la sua relazione al Comitato Centrale di FIBA Europa he deciderà il 12 dicembre.
 
Strano che in via Vitorchiano non sia stata valutato l'impatto dell'Expo come trampolino di lancio  per Milano, una città tornata a essere meta del turismo internazionale grazie a un rinnovamento architettonico, e la possibilità di coinvolgere grandi gruppi impegnati nel basket come Armani che si è assicurata alcuni anni fa  il famoso  "brand" sportivo dell'Olimpia Basket o Barilla e Fiat sponsor della nazionale, ma anche Sky Italia tornata nel basket in grande stile.
 
Milano avrebbe avuto notevoli chances potendo fare cordata con Torino e Bologna per il torneo continentale. Il problema è che non esiste una strategia grandi-eventi e anche lo scarso peso politico. Gianni Petrucci in tante faccende affacendato (non dimentichiamo che è anche sindaco di San Felide del Circeo) non ha mai capito l'importanza di avere un posto fra i 24 membri del Bureau Central della FIBA (il direttivo mondiale) e delegato Dino Meneghin il quale riceve un compenso di 60 mila euro all'anno per l'incarico board continentale e praticamente sparito dalla scena al ritorno di Petrucci.
 
Altra occasione persa. Il calendario internazionale è già occupato fino al 2019 col Mondiale in Cina, nel frattempo Gianni Petrucci sarà rieletto alla presidenza dela FIP dal 2016 al 2020 per il secondo e ultimo mandato quando avrà 76 anni. Dopo aver lanciato il progetto olimpico Roma 2020 ripreso da Malagò, lascerà in eredità il mondiale 2023?
 
Cambiamo scenario, la partita per il controllo del Campionato europeo di club. Intanto sembra essersi già dissolto velocemente il clima favorevole registrato martedì nel meeting di Mies (Svizzera) voluto dalla FIBA per  un'apertura  alla trattativa  allo scopo di varare Champions League di basket al posto dell'Euroleague organizzata dal Consorzio delle Leghe europee fra le quali quella italiana.
 
L'Eurolega, a nome degli 11 club proprietari della licenza A, fra cui l'Armani (quella della Montepaschi Mens Sana è stata invece incamerata due anni fa in seguito al fallimento), ha rilasciato una dichiarazione nella quale si ringrazia la FIBA per il tempo e lo sforzo dedicato allo sviluppo della sua proposta garantendo che verrà  studiata ma che il modello FIBA non è l'unico modo per raggiungere  scopi di cooperazione, unità e crescita del basket europeo.
 
I club faranno quindi nei primi giorni della prossima settimana una contro-proposta per ottenere più dei 30 milioni di euro l'anno garantiti dalla FIBA ritenendo di aver dimostrato sufficiente capacità amministrativa durante i 15 anni di gestione dell'Euroleague. Aspirano ad avere maggior potere rispetto all'offerta di una gestione paritaria. Inoltre l'Euroleague ha espresso la sua preoccupazione su una serie di argomenti spinosi: relazioni tra club e federazioni per quanto riguarda l'attività delle nazionali, in particolari le "finestre" durante la stagione sportiva per le partite internazionali, garanzie assicurative e incentivi ai club che mandano i giocatori nelle squadre nazionali.
 
All'inizio della prossima settimana (martedì) l'Eurolega ospiterà un incontro dei club nella sede di Barcellona. Si analizzerà il progetto della FIBA e si costruirà la piattaforma per una controproposta. A metà di dicembre l'agenda prevede un nuovo vertice, sempre che nel frattempo non ci sia una clamorosa rottura. L'Euroleague si fa forte vantando i migliori 60 club europei nelle sue due competizioni (Euroleague e Eurocup) e innalzata dal progetto della FIBA ha cominciato ad aprire i cordoni della borsa pagando un premio-vittoria di 15 mila euro per gara e innalzando i massimali per le partecipanti alle Final Four.
 
In mezzo a questa guerra di potere l'Italia sembra il classico vaso di coccio,. Petrucci ha firmato mesi fa in un comunicato di essere da parte della FIBA che da lui vorrebbe però  una prova più concreta, energica, tipo convincere le squadre italiane a lasciare Euroleague e Eurocup. Il  premio sarebbe l'assegnazione della sede di Torino per l'Europeo. L'Armani, il club più forte essendo l'unica licenza italiana mentre le altre squadre entrano nelle coppe in seguito al risultato sportivo o alla wild card (caso Sassari dell'anno scorso), si comporta come la sfinge della situazione. Di sicuro anche nel board di Euroleague la nostra rappresentatività dopo il crack senese è arrivato ai minimi termini nonostante come numero di successi internazionali gli italiani siano sempre primi con gli spagnoli. E  purtroppo lo dimostra la scelta dei  4 membri della commissione dell'Euroleague al tavolo in Svizzera per la nascita del nuovo campionato: c'erano Spagna (Real Madrid), Grecia (Olympiacos), Israele (Maccabi) e Fenerbahce (Turchia). Sì, anche la Turchia che non ha mai vinto una Coppa dei Campioni e non l'Italia e che sembra sia stata rappresentata da Maurizio Gherardini, il gm  italiano del club turco.  Certo, gli insuccessi della sua squadra non l'aiutano, ma l'Armani ha provato a protestare contro questo declassamento quando pochi anni fa era considerata la Ventiquattresima squadra della NBA?
 
A cura di Enrico Campana

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