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San Leonardo

Ladri bis alla Micheli: rubano perfino nei salvadanai

06 novembre 2015, 06:00

Ladri bis alla  Micheli: rubano perfino nei salvadanai

Luca Pelagatti

A volte ritornano. E completano quello che hanno iniziato. «Proprio come è successo nella nostra scuola. Venti giorni fa i ladri sono entrati e hanno rubato quattro computer e un tablet. Ora, l'altra notte, sono tornati. E hanno fatto sparire una macchina fotografica e un altro tablet».

La direttrice dell'istituto comprensivo Micheli, nel quartiere San Leonardo, non riesce a trattenere la rabbia. «Prendersela con le scuole è davvero terribile. Le difficoltà che affrontiamo ogni giorno sono tante. E si fa tanta fatica per acquistare il materiale. Poi succedono fatti come questi e ci si sente smarriti».

E non suona certo strano: due visite dei ladri in venti giorni in una scuola rappresentano un record di cui si farebbe volentieri a meno. Soprattutto se si pensa che qualche mese prima, a giugno, qualche balordo aveva già preso di mira anche la sede di via Milano, a poche centinaia di metri di distanza.

«Le due ultime razzie sono praticamente identiche. Nel cuore della notte qualcuno è entrato e ha puntato sugli uffici, sulla presidenza cercando evidentemente qualcosa di valore». Il che, in una scuola, significa, computer e materiale elettronico.

Anche se i ladri speravano evidentemente di andarsene anche con un gruzzolo in tasca. La riprova è che hanno forzato anche l'armadio blindato della presidenza. «Ma all'interno hanno trovato solo documenti, niente soldi».

Di denaro però ne servirà ora parecchio. Per riparare i danni e cercare di proteggere la struttura che, come accade per tutte le scuole, è pensata per garantire la sicurezza dei bambini che la frequentano. E non è certo pensata per difendersi da attacchi che vengono da fuori.

«E i ladri lo sanno. Al mattino abbiamo trovato la porta d'ingresso spalancata. I malviventi l'hanno aperta senza troppa fatica visto che è una normale porta antipanico».

Non resta che rassegnarsi allora? Sembrerebbe di no. Almeno a vedere come la dirigente reagisce a questa ennesima sfida. «Ormai è evidente che la scuola deve essere protetta da un sistema di allarme, da telecamere. Farò richiesta all'Amministrazione ma sono consapevole dei costi e della scarsità di risorse. A questo punto si può pensare di coinvolgere le famiglie, di lanciare la proposta di una colletta per acquistare un impianto che protegga le aule».

Ma questo potrebbe essere il futuro. Per ora occorre riparare le serrature sfondate nella scorreria dei ladri dell'altra notte e pensare a come sostituire gli apparecchi spariti.

«Per esempio hanno rubato un tablet che utilizzavamo per segnare le presenze a mensa. Ora dovremo fare tutto a mano».

Ma resta il problema dei pc scomparsi. Nelle scuola, ormai, il registro di carta è stato sostituito da un computer che viene solitamente conservato in una sorta di cassetto. Che per quanto robusto difficilmente può reggere alle attenzioni dei ladri che agendo durante la notte sanno di avere tutto il tempo per aprire serrature e forzare armadietti.

Una consapevolezza di impunità che può, in parte essere annullata solo dalla presenza di un allarme. Lo dimostra proprio il caso della succursale della scuola Micheli di via Milano dove i ladri hanno colpito due volte durante quest'anno, nel mese di giugno. Nella prima delle due irruzioni i balordi erano riusciti a portare via i computer collegati ad alcune lavagne interattive e anche i soldi che alcune classi avevano messo da parte per le gite scolastiche. Nel secondo raid invece i ladri non avevano tenuto conto della presenza dei sensori che sono scattati quando è stata aperta una porta collegata all'allarme. E sono dovuti fuggire in tutta fretta. Dietro di loro uno spettacolo desolante: armadi e cassetti forzati con il piede di porco.

«Per fortuna gli oggetti di valore non sono stati toccati ma resta l'amarezza per quei danni». E la fatica di spiegare a dei bambini che c'è gente disposta ad entrare di notte in una scuola. Per portare via anche i salvadanai con dentro pochi spiccioli.