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PROGETTO

Gli studenti del Toschi hanno «colorato» il carcere

Lastre in pvc espanso nella sala d'attesa familiari, nello spazio giochi dei bambini e nella sala dei colloqui

di Silvio Tiseno

07 novembre 2015, 21:45

Rendere il carcere colorato e accogliente: questo lo scopo del progetto «La città entra in carcere», realizzato dal Liceo Artistico Statale Paolo Toschi con Ausl e il contributo di Fondazione Cariparma.

Durante un percorso di tre anni, gli studenti delle classi quarte, guidate dal professor Silvio Scaiola, hanno realizzato decorazioni su lastre in pvc espanso che sono state installate nella sala d’attesa familiari, all’interno dello spazio giochi dedicato ai bambini e nella sala dei colloqui.

Attraverso un’opera di brainstorming, gli studenti hanno elaborato i temi a cui dedicare le opere, dopodiché si è passati alla fase operativa per la realizzazione delle decorazioni. Oltre ad aver reso meno cupi e spogli gli ambienti, l’iniziativa ha offerto anche la possibilità di far conoscere ai ragazzi quella che è la realtà della struttura detentiva di via Burla.

«Il lavoro è stato molto impegnativo e reso possibile grazie alla collaborazione tra i vari soggetti, inoltre si è rivelato straordinario sia dal punto di vista didattico che sul piano etico – ha spiegato il Scaiola -. Il progetto si è arricchito di elementi e i ragazzi, lavorando su grandi aree, sono stati davvero in gamba».

Il progetto ha visto anche il coinvolgimento di alcuni detenuti con «Il paesaggio dentro», che, con la guida esperta di un maestro d’arte e la supervisione di un’educatrice professionale, ha visto decorati i corridoi di alcune aree della struttura. Tra i soggetti scelti dalla popolazione carceraria, molti paesaggi di collina e di mare ma anche richiami alla terra d’origine. «Il progetto è stato seguito dagli agenti di polizia penitenziaria, che hanno dato la loro disponibilità anche fuori dall’orario lavorativo in modo da consentire le installazioni – ha affermato Lucia Monastero, direttore aggiunto del carcere di Parma -. Sono rimasta piacevolmente colpita dal fatto che dopo la realizzazione le opere non siano state danneggiate, è stato rispettato il lavoro svolto».

Inoltre, l’istituto d’arte Toschi collabora con la struttura detentiva di via Burla per la realizzazione di esami di idoneità per detenuti ed è attivo un progetto di audiovisivi multimediali.

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