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Negramaro: «La nostra rivoluzione è iniziata»

07 novembre 2015, 20:24

Negramaro: «La nostra rivoluzione è iniziata»

«La nostra rivoluzione è appena cominciata e nemmeno noi sappiamo cosa succederà in futuro». Dopo la data zero di due sere fa a Mantova, il tour dei Negramaro entra nel vivo questa sera sul palco del Mandela Forum di Firenze, dove i sei si fermeranno anche domani. Il tour in partenza per la band salentina è quello che avrà per protagonista le canzoni del nuovo album ‘La rivoluzione sta arrivandò, pubblicato lo scorso mese di settembre e ripensato per la versione dal vivo con l’aiuto di un impianto scenografico degno di un grande show, con avatar e altri effetti speciali legati alla grafica che accompagna l’album.
«Per noi è sempre strano ricominciare con un nuovo tour - ha raccontato Andrea Mariano - perchè è sempre come ripartire da zero. Torniamo a sentire l’adrenalina dell’esordio e quello di Mantova è stato un test andato a buon fine».
Il tour porterà i pugliesi nei palasport delle più importanti città italiane con uno show che più che un semplice concerto è un contenitore di arte applicata, con mapping 3D ed effetti speciali che fanno da contorno alla musica. «E’ da quindici anni che lavoriamo perché i nostri concerti non siano solo un karaoke - ha detto Giuliano Sangiorgi - e spesso i momenti più belli di un nostro live nascono nelle prove».
Giuliano, Lele, Ermanno, Danilo, Andrea e Pupillo per l’occasione vestiranno anche panni da ‘rivoluzionarì ideati dal designer Christian Petrini. «Ci siamo conosciuti praticamente suonando - hanno commentato i sei - e la dimensione live per noi è fondamentale. Senza, forse non sapremmo dove prendere le energie per poi tornare in studio a scrivere canzoni».
Per la scaletta del concerto i Negramaro hanno pensato anche a tanti momenti solisti. «Per me è bellissimo stare zitto e vedere che tutto funziona bene - ha confessato Sangiorgi - e per sentire i cambiamenti che la band ha fatto in tutti questi anni basterebbe sentire i nostri dischi senza la mia voce.

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