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SCUOLA

Pluriclasse a Bore, scuola salva grazie ai bambini profughi

La presenza in paese di piccoli migranti ha permesso di raggiungere il nmero minimo necessario. Il sindaco Ralli: «Sempre più positivo il percorso di integrazione»

di Erika Martorana

07 novembre 2015, 21:48

Il progetto ideato dal sindaco Fausto Ralli per mantenere in vita la scuola di Bore sta dando i suoi frutti.

Non solo, infatti, i cinque bambini profughi (di età compresa tra 3 e i 10 anni), arrivati quest’estate nel piccolo paese della Valcenedola insieme alle loro due rispettive famiglie, hanno permesso di restituire linfa vitale all’istituto, ma si starebbe realizzando anche il «sistema di multiculturalità», tanto atteso e sperato dal primo cittadino.

Dati alla mano, sembra davvero vincente la richiesta fatta dal sindaco Ralli alla Prefettura di poter accogliere nel territorio del comune borese un paio di nuclei familiari con bambini piccoli, così da garantire l’avvio dell’anno scolastico anche per tutti gli altri alunni residenti.

Lo conferma la direttrice dell’Istituto Comprensivo Valceno, Maria Teresa Pastorelli: «Sta andando tutto molto bene. L'inserimento procede in maniera positiva. Grazie al grande impegno e alla volontà delle due insegnanti delle elementari, che mi informano costantemente su ciò che accade e sui piccoli sviluppi quotidiani, siamo riusciti a formare una sola pluriclasse, formata da 14 alunni. Tutti i bambini iscritti stanno frequentando la scuola serenamente e con un forte interesse, si sta creando anche con i nuovi ingressi di quest’anno un rapporto di aiuto reciproco e di amicizia».

«Le maestre riescono a far lavorare i bambini suddividendoli in due gruppi in base all’età, e l’esperimento procede bene. Recentemente, sono andata a trovarli e ho potuto notare un buon clima di lavoro. Tra i profughi, tre bambini frequentano le elementari, mentre altri due vanno alla materna. Le insegnanti stanno portando avanti dei corsi specifici di lingua italiana e sono molto soddisfatta».

Soddisfatto, e non potrebbe essere altrimenti, anche il sindaco: «Il percorso di integrazione sta funzionando. L’iniziativa rivolta all’accoglienza sta andando avanti bene, e non si rilevano particolari criticità. Siamo riusciti ad ottimizzare le risorse a nostra disposizione».

I cinque bambini e la loro integrazione all’interno della comunità borese rappresentano, quindi, un vero e proprio successo, in quanto la scuola è riuscita a raggiungere il numero minimo di iscritti per avviare una classe per la materna ed una per le elementari, evitando ai bambini, soprattutto per il lungo periodo invernale, di fare ben quindici chilometri ogni mattina per seguire le lezioni.