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IL CASO

Tavecchio non ci sta: «Denuncio Giacomini»

Il presidente federale parla di complotto e non ha dubbi: si tratta di «una conversazione carpita a mia insaputa»

08 novembre 2015, 09:26

«Ho molto riflettuto su quanto è successo: sono amareggiato nel constatare come il semplice rifiuto di finanziamenti abbia potuto suscitare un desiderio di vendetta così violento. Ciò non toglie che, per il futuro, continuerò a negare contributi quando non ci saranno ragioni per concederli. Quindi, se l’intenzione era rendermi malleabile, tengo a precisare che dopo questa vicenda sarò ancora più intransigente».

Queste le parole del presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, che annuncia di aver dato mandato per procedere alle vie legali in relazione alla vicenda della scorsa settimana.

«La parola “complotto” non mi piace - sottolinea Tavecchio - ma ho le prove di un preciso disegno volto a danneggiarmi e possibilmente estromettermi. Ecco perchè ho chiesto all’avvocato Giulia Bongiorno di denunciare il signor Giacomini, che mi ha teso una trappola e, per farlo, non ha esitato a consumare il reato di trattamento illecito di dati personali: ha infatti diffuso una conversazione carpita a mia insaputa con il solo e unico scopo di screditare la mia persona. La denuncia sarà estesa anche a quanti hanno distorto i contenuti della conversazione e mi hanno etichettato come antisemita e omofobo, quale non sono, perché lo dimostrano le azioni che da sempre ho posto in essere. Sono certo che un’analisi dei fatti mi restituirà la dignità di uomo che ha fatto dei valori dello sport, della solidarietà e del rispetto la sua regola di vita».