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ex Salamini

Tra lavoro e abbandono: di giorno area industriale, di notte terra di nessuno

Frequenti le risse dove è avvenuta la sparatoria

08 novembre 2015, 19:40

Anche un pezzo d'asfalto può raccontare tanto. Se guardi in basso qui vedi un tappeto di bottiglie vuote di birra e di vino, macchie di sangue ormai rappreso, mucchi di immondizia abbandonati e parecchi regalini di piccioni incontinenti. Benvenuti all'ex Salamini in un giorno sicuramente più tetro degli altri. «E' un peccato che ci sia tutto questo degrado - butta lì una signora che affretta il passo verso la sua auto parcheggiata poco lontano - io vengo qui perché c'è un ottico molto bravo... Ma perché c'è tutta questa polizia? Sapete cos'è successo?»

In effetti il negozio di ottica è proprio a pochi metri da dove poche ore prima s'era scatenato il pandemonio. «Qui davanti? Sì, qualche rissa. Ma finora non era mai successo niente del genere - dice il titolare - di sera ovviamente io non ci sono, li vedo arrivare soltanto il sabato pomeriggio: tanti ragazzini sudamericani, molto giovani, che vengono a ballare».

Il capannello di curiosi s'infoltisce intorno ai nastri rossi e bianchi che delimitano l'area della sparatoria. Arrivano facce di gente conosciuta che qui ci lavora da una vita, c'è il presidente del Cohiba Mario Montanari, c'è Roberto Crociani, alias il Tosco che da queste parti è un'istituzione. Si ragiona insieme, tenendo d'occhio il fervido via vai dei poliziotti. Vien fuori un ritornello già conosciuto: di notte l'operoso quartiere industriale si trasforma, certe strade e certi angoli bui diventano terra di nessuno. Oasi sinistre dove è facile andare troppo su di giri e il finale è sempre uguale: botte da orbi. E la cocaina? «Da queste parti ne trovi quanta ne vuoi».

Due orizzonti opposti e lontani che si scambiano il sipario dal giorno alla notte. Anche se è sabato trovi gente che lavora dentro i capannoni. Chi resiste e chi se ne va: la panetteria Reverberi è chiusa da mesi per cessata attività.

Chi tira in ballo la girandola delle licenze e certi locali che passano da una gestione all'altra con grande rapidità e disinvoltura: «Ma il Comune non dovrebbe controllare?»

«A Parma si vede solo quello che si vuole vedere», commenta lapidario il Tosco. l.f.