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IL TEST

Classe B, Emission impossible

09 novembre 2015, 19:00

Classe B, Emission impossible

di Lorenzo Centenari

L'elettrico? Buono al massimo per la città. Così, almeno, la pensavano in tanti. Servivano la tecnologia e lo spirito d'iniziativa di Mercedes, oltre alle pile «duracell» di Classe B Electric Drive, a testimoniare che - viceversa - oggi è possibile oltrepassare l'anello delle tangenziali e i luoghi comuni e trasferirsi da un capoluogo all'altro anche a bordo di un veicolo a zero emissioni. Fatta l'auto elettrica, ora facciamo gli automobilisti «elettrici»: coraggio, i prodotti non mancano e le infrastrutture si stanno moltiplicando.

IL TEST E la carica? Sufficiente ad abbandonare il centro storico di Modena, imboccare l'Autostrada del Sole e uscire soltanto al casello di Piacenza Sud. Per un totale di circa 120 km, buona parte dei quali a una media dei 130 km/h. Al traguardo, il computer di bordo registra un residuo di energia per altri 25 km: come volevasi dimostrare. Protagonista dell'esperimento, la variante ad alimentazione alternativa di Mercedes Classe B, perfetto esempio di elettrica «2.0» accreditata di 180 Cv (per meglio dire, 135 kW), 340 Nm (a regime minimo) e 200 km di autonomia. Modena-Piacenza è in realtà solo una delle tappe che la monovolume compatta della Stella ha coperto nel corso del più ambizioso «eTour» mai realizzato nel nostro Paese.

«#IoSonoElettrica» il nome del silenzioso ed ecologico viaggio che tra ottobre e i primi di novembre ha interessato 14 città italiane e attraverso il quale Mercedes ha inteso promuovere il futuro a zero emissioni. Da Bari a Trento risalendo lo Stivale, senza lasciare in atmosfera alcuna traccia del proprio passaggio. Promotori del progetto anche Enel Energia (impegnata nella realizzazione di una capillare rete di punti di ricarica), Michelin (attiva nello sviluppo di pneumatici «ecofriendly»), inoltre - in veste di partner istituzionale - l'Automobile Club d'Italia.

DIVERTENTE Una scampagnata da un capo all'altro dell'Emilia basta e avanza, in ogni caso, per convincersi delle qualità racchiuse nella mobilità elettrica, virtù che a bordo di Classe B risaltano anche in modo maggiore. Non è soltanto «pulita», l'Mpv di Stoccarda che fa a meno del motore a scoppio: la guida risulta infatti ben più brillante e divertente di quanto l'idea di auto elettrica trasmetta a tavolino. A seconda che si desideri uno stile parco nei consumi, orientato al comfort oppure sportivo, il guidatore ha a disposizione tre differenti programmi elettronici. In E+ (Economy Plus) il sistema limita la potenza a circa 65 kW, mentre la funzione E (Economy) predilige l'equilibrio ed eroga una cavalleria maggiore (98 kW). In S (Sport), infine, la Classe B libera potenza e accelerazione massime (0-100 in 7”9). A protezione di pedoni e ciclisti, entro i 30 km/h viene generato un suono specifico (a richiesta).

RIGENERAZIONE Particolarmente efficace in termini di «range extention» si rivela inoltre il sistema di recupero dell'energia in frenata con assistenza radar (altro optional): il programma impiega i dati dei sensori del Collision Prevention Assist Plus per incrementare o ridurre a zero la rigenerazione, e quindi la decelerazione, in base alla necessità. Se ad esempio viene rilevato un veicolo antistante che procede lentamente o rallenta, l'incremento della coppia di rigenerazione produrrà una riduzione di moto. Se al contrario il sistema registra un veicolo lontano o in accelerazione, oppure nessun veicolo, la Classe B passa alla funzione «Sailing» a risparmio energetico senza rigenerazione. La «Elettro-B» viene 41.400 euro, o (in leasing) 299 euro al mese per tre anni più anticipo. Ma il bollo è gratis.

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