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economia

Intesa raggiunta alla Bormioli Rocco

di Lorenzo Centenari

10 novembre 2015, 11:30

Appalti, videosorveglianza, demansionamento, licenziamenti. Infine - caso più unico che raro - una norma che disciplini gli scioperi. Alla Bormioli Rocco, l'accordo è stato raggiunto. Ma le parti, già discordano sull’interpretazione.
Non si tratta di un piano di esuberi, né un rinnovo di contratto. Quello siglato il 22 ottobre scorso dalla storica azienda vetraria e dai rappresentanti dei lavoratori è piuttosto un «patto» inclusivo col quale perfezionare aspetti della vita lavorativa dei dipendenti.
Proprio il capitolato sulle modalità di sciopero rappresenta un singolare precedente: se l’astensione è inferiore alle 8 ore, il turnista dovrà necessariamente accorpare due turni e non compromettere la continuità del funzionamento degli impianti.
Alla Camera del Lavoro, ieri, Filctem e Femca e rsu hanno illustrato i dettagli dell’intesa: «Il testo interessa l’intero perimetro aziendale – afferma il segretario generale Cgil Parma Massimo Bussandri – e nella contrattazione locale segna un punto importante».
Bussandri sottolinea come l’accordo «depotenzi i principi del Jobs Act e restituisca poteri alle rsu».
Ecco, secondo il sindacato, i termini dell’accordo: «In base al protocollo – sostiene Vincenzo Vassetta, segretario Cgil Fidenza - verranno innanzitutto preferite le offerte di appalto provenienti da aziende che applichino verso i propri dipendenti i contratti collettivi siglati tra le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali più rappresentative.
Anche in materia di videosorveglianza si è oltrepassato il Jobs Act, imponendo al datore di lavoro di informare circa la collocazione di strumenti audiovisivi per il controllo a distanza».
Novità anche per quel che riguarda l’attribuzione di mansioni differenti: «D’ora in avanti – spiega Vassetta – dell’eventuale demansionamento di un singolo si dovrà dare informazione alle rsu. Allo stesso modo, in caso di mobilità gli stessi criteri varranno tanto per i dipendenti di lungo corso, quanto per i neoassunti».
Nel commentare a sua volta l’accordo, Simone Cavalieri (Filctem Cgil Parma) sottolinea «l’impegno profuso dai delegati e la speranza di estendere al più presto i medesimi principi ad altre realtà del territorio».
Un comunicato della Bormioli Rocco ha nel frattempo smentito come l’intesa sia fondata su un «depotenziamento» del Jobs Act.
«Per gli appalti - si legge - sono state sostanzialmente trascritte le linee guida già presenti nel Ccnl del vetro, mentre sulla videosorveglianza si esclude tassativamente che pc, tablet e smartphone rappresentino strumenti di controllo a distanza, in più si introduce la possibilità di utilizzare le immagini acquisite ai fini disciplinari».
In caso di modifica degli assetti organizzativi, recita la nota, «l’accordo parla di mantenere il lavoratore “ove possibile” nella medesima categoria, quindi oltre la previsione del Dlgs 81/2015 che all’art. 3 lo pone come obbligo. L’impegno nei confronti dei lavoratori in mobilità di riassumerli alle condizioni preesistenti si limita, infine, alla sola durata della procedura» (cioè, 120 giorni).
Capitolo scioperi: «L’accordo ne mitiga gli effetti sia attraverso la riduzione del numero delle fermate, sia limitando lo sciopero al giorno in cui viene indetto, non più estendendolo anche ai turni in riposo».