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TEATRO

Ironia e delitti firmati Carlo Ferrari

Lunghi applausi a Palazzo Sanvitale per "Tutto ha un limite! Piccoli omicidi al museo"

di Valeria Ottolenghi

14 novembre 2015, 21:16

Oh sì! Bisogna ammetterlo: assai diffusi sono i cattivi pensieri! Per fortuna la psicanalisi ci ha insegnato che è normale fare sogni crudeli (anche a occhi aperti!) - e, come ci ricordano gli antichi, fondamentale è la pratica, la scelta di agire per il bene. Ma il teatro è territorio speciale, ai confini della realtà - con cui è possibile, sorprendentemente, dare corpo e verità anche a quanto avviene solitamente nel solo palcoscenico della mente. Ed ecco quindi - in sale che ospitano eleganti dipinti, tra il piacere della bellezza, le opere di Amedeo Bocchi e Renato Vernizzi - l’incontro con il delitto tra spiritose, cerimoniali ambientazioni: «Tutto ha un limite! piccoli omicidi al museo» è il nuovo, stimolante dialogo tra arte e teatro firmato, per ideazione e regia, da Carlo Ferrari, che è anche in scena insieme ad Adriano Engelbrecht, Sandra Soncini e Franca Tragni, evento itinerante di Progetti&Teatro felicemente ospitato dai Musei di Fondazione Monteparma a Palazzo Sanvitale, da tempo particolarmente sensibile a questi confronti creativi che sanno stupire, divertire il pubblico. Una serie di assassinii per futili motivi... sopprimere una paziente che non si decideva a guarire o la domestica che non taceva mai, chi rovina il bell’abito chiaro con una sigaretta o insiste troppo nell’offrire riso all’ospite, un giocatore di scacchi troppo bravo o il figlio che tenacemente si rifiutava di mangiare quelle frattaglie così ben cucinate... Professioni diverse, così l’età: nessuno sembra indenne da questi impulsi distruttivi per rabbia improvvisa, fastidio prolungato, frustrazione. Elemento comune di questi brevi raccontini animati dal carattere surreale è l’assoluta mancanza di senso di colpa: chi rievoca l’evento ancora giustifica il proprio gesto, il sarto che vedeva così offeso il buon gusto come la segretaria costretta a riscrivere per l’ennesima volta una lettera, ma anche il maestro esasperato da quel bambino così refrattario a ogni intervento educativo! E comprensibilmente Erika Borella - guida di questo macabro (e ironico) percorso - raccomanda all’inizio agli spettatori di non offrire comprensione, solidarietà agli autori di tali omicidi, efferati sì, ma compiuti con speciale leggerezza. Si scorre da una sala all’altra, con pochi, essenziali elementi scenografici - ma c’è anche una tavola imbandita e si potranno scorgere un paio di teste mozzate! Tra le ultime tappe una sorta di litania, con coro comune («Mai fummo tanto rasenti alla terra essa ci inghiottirà senza lasciare alcuna traccia di noi»), gli spettatori raccolti vicini, chiusa la porta: chi si potrà salvare? Tutti bravi e tanti, tanti gli applausi. Diverse repliche anche oggi, sabato 14 novembre. e domani, domenica 15.