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FIDENZA

Emanuele a Parigi: "Paura, nostra tortura"

«Qui si cerca di reagire, ma tensione e paura restano forti»

di Alessandro Merlini

23 novembre 2015, 10:28

Emanuele a Parigi:

«Lo Stato Islamico ha dei siti non ufficiali che vengono aperti e chiusi nel giro di brevissimo tempo per non essere rintracciabili. Già una settimana prima degli attacchi terroristici girava un video in particolare che preannunciava l’attacco alla Francia»: a parlare è il 31enne Emanuele Romanini, al suo 2° anno di vita a Parigi.

La fonte di quanto racconta è un suo coinquilino con il quale condivide un convitto nel 6° arrondissement, a 15 minuti di metropolitana dalla zona del Bataclan. «Lui è un rifugiato politico iracheno e durante una corsa insieme mi ha confidato del video, lo aveva molto colpito. Il filmato proseguiva indicando l’Italia e poi la Germania come i prossimi Stati che sarebbero stati colpiti. Non stento a credere che tra pochissimo succederà qualcosa a Roma». Emanuele si trova nella capitale francese per motivi di studio (...)

«A Le Carillon c’ero la settimana scorsa ma se non era quello, qualunque degli altri posti che frequento è un possibile luogo dove si potrebbe verificare un attacco. E’ questa la tortura psicologica che viviamo. E’ orribile»...............Articolo completo sulla Gazzetta di Parma

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