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Imu e Tasi restano invariate. Ma le aliquote sono al massimo

di Luca Molinari

25 novembre 2015, 18:00

Imu e Tasi restano invariate.  Ma le aliquote sono al massimo

Il 2016 dovrebbe essere l’anno dell’addio alla Tasi sulla prima casa. Nel frattempo il 16 dicembre migliaia di parmigiani (e milioni di italiani) saranno chiamati a versare il saldo di Tasi e Imu - solo chi possiede seconde case -per il 2015.
A Parma le aliquote – come emerge dai dati pubblicati dal Sole 24 Ore - sono rimaste invariate rispetto allo scorso anno, così come avvenuto nella maggior parte dei capoluoghi della nostra regione e italiani. L’aliquota della Tasi sulla prima casa in città è al 3,3 per mille, ossia al massimo (2,5 per mille più l’addizionale dello 0,8).
Il Comune ha però previsto sgravi fiscali per 3,5 milioni di euro introducendo agevolazioni per le famiglie numerose e gli alluvionati. «Rispetto allo scorso anno sono stati introdotti ulteriori sgravi per le famiglie con tre o più figli a carico – spiegano dall’ufficio stampa del Comune - e gli alluvionati che hanno subito danni documentati per oltre 500 euro, sono esentati dalpagamento della seconda rata Tasi».
Non solo. Per quanto riguarda la Tasi, le detrazioni previste dal Comune di Parma sono calcolate tenendo conto della rendita catastale e al reddito. In particolare, le detrazioni per famiglie numerose (3 o più figli sotto i 26 anni) con reddito Isee inferiore ai 40.000 euro, ammontano a 25 euro per ciascun figlio a carico. Per quanto riguarda l’Imu, sono state confermate le aliquote agevolate introdotte nel 2014: 6 per mille per chi aderisce al progetto «Affitti Garantiti», e 8 per mille per il canone concordato, per gli immobili affittati a studenti e per quelli concessi in comodato a figli o genitori.
Diverso il discorso per le case di lusso, per le quali rimane il pagamento dell’Imu. Dal 2012 inoltre a Parma città, si paga l’aliquota del 10,6 per mille per l’Imu sulle seconde case, capannoni e negozi. Si tratta di aliquote Tasi e Imu al di sopra della media nazionale e in linea con gran parte delle città limitrofe. A Bologna, Ferrara, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e Cremona l’aliquota della Tasi sulla prima casa è al 3,3 per mille, ben al di sopra del 2,7 per mille, che rappresenta il livello medio della tassa sulle prime case nelle città italiane con più di 50 mila abitanti.
Un’eccezione positiva è rappresentata da Modena dove l’aliquota è scesa al 2,5 per mille, calando di uno 0,6 rispetto a quanto pagato lo scorso anno. Uno sconto possibile «grazie al recupero di oltre 2 milioni di euro dal fondo perequativo Imu-Tasi attuato con il Dl enti locali – si legge sul Sole 24 Ore – e alla possibilità di liberare alcune risorse prudentemente accantonate nel fondo anti rischi».
Di contro, nella stessa città sono salite le aliquote delle imposte destinate a casa affittate, sfitte, negozi ed uffici, che toccano quota 11,4 per mille, la più alta in regione e tra le più alte a livello nazionale.
I cittadini di Mantova che possiedono un’abitazione principale sono ancora più fortunati dei modenesi, la Tasi infatti è scesa al 2,2 per mille rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda le imposte sulle seconde case, l’aliquota del 10,6 per mille di Parma è sostanzialmente identica a quella della maggior parte dei capoluoghi italiani e regionali. Tra questi Bologna, Reggio Emilia, Mantova. Va meglio a Piacenza dove l’aliquota per una casa affittata è scesa all’8,6 per mille. E’ bene infine ricordare che al pagamento della Tasi e dell’Imu (solo per le seconde case) bisogna infine aggiungere quello della Tari, la tassa sui rifiuti.