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Il racconto delle biblioteche

30 novembre 2015, 09:49

Il racconto delle biblioteche

“Monumenti di democrazia. Il racconto delle biblioteche” è il nuovo libro di Valerio Cervetti, edito da Battei e presentato nei giorni scorsi presso l’auditorium del Palazzo del Governatore. Il saggio è l’ultimo nato nella collana “Pensare la città”, diretta da Alessandro Bosi,, che raccoglie studi e materiali dedicati al rapporto tra la città e l’uomo, tra lo spazio urbano e chi, ogni giorno, lo vive, lo attraversa, lo costruisce, lo progetta, lo immagina… L’intenzione è contribuire alla riflessione sullo sviluppo dello spazio cittadino, per dar vita ad un luogo sempre più e sempre meglio fruibile, rispettando le attese della comunità e i criteri estetici e funzionali. Attraverso la lettura della realtà, emergono situazioni ed esigenze concrete, si evidenziano esperienze e memorie, si raccolgono attese ed aspettative per trovare così indicazioni per il futuro: linee guida alla costruzione di una città ideale.Tra i titoli pubblicati in questo progetto editoriale, che idealmente lega tra di loro questi contributi così da fornire un originale e variegato punto di vista, vale la pena di ricordare “Parma senza. Immaginario, società e politica al tempo della rete” di Sergio Manghi e “Il caso Parma. Politica e società” di Alessandro Bosi.

Durante l’incontro, svoltosi in una sala gremita, sono intervenuti, insieme all’autore e all’editore Antonio Battei, l’assessore alla cultura del Comune di Parma, Laura Maria Ferraris, Alessandro Bosi e il critico letterario Giuseppe Marchetti. Il testo, spiega l’autore, vuole essere “un libro per i cittadini che credono che la democrazia non sia un esercizio inutile o per pochi, ma un luogo d’incontro tra esperienze diverse, esattamente come una biblioteca”. Nell’opera, Cervetti, a lungo direttore delle Biblioteche del Comune di Parma, ripercorre più di trent’anni di storia del sistema bibliotecario parmigiano, ricostruendo attraverso testimonianze e documenti lo sviluppo di un’istituzione che è parte imprescindibile della vita culturale e sociale della città. Una parte importante, forse la più toccante e vicina al cuore dell’autore, è poi dedicata alla Biblioteca civica, luogo accogliente e aggregante, dove tutti, dal pensionato alla casalinga, dallo studente allo straniero in cerca d’orientamento possono trovare aiuto reciproco tra corridoi intrisi di vita, cultura, storia.“Questo non è un libro per bibliotecari” ci tiene, infine, a precisare Cervetti. Lo scopo del testo è, infatti, indurre il lettore ad una profonda riflessione sul ruolo che oggi ricopre la biblioteca pubblica e su quello che potrà assumere in futuro, in una società sempre più dominata dalla digitalizzazione dell’informazione e dal diffondersi dei social network, luoghi d’incontro del terzo millennio. E speriamo, soprattutto, che iniziative come queste servano ad avvicinare ancora di più alla lettura affinché le nuove generazioni, finalmente, segnino un’inversione di tendenza rispetto all’attenzione per la parola scritta: le biblioteche, come si scopre tra le pagine di questo libro, sono il luogo ideale per costruire il futuro, il luogo per insegnare ai bambini a toccare e vedere libri fin da piccoli, ma anche per accogliere i giovani e offrire loro occasioni d’incontro e di dialogo.