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femminicidio

Caso Jella, Rainieri contro prefetto e Rossi

Anche Calderoli e Tosi intervengono sulla mancata espulsione

09 dicembre 2015, 18:24

Caso Jella, Rainieri contro prefetto e Rossi

I commenti arrivano a ruota: prima il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, poi il sindaco di Verona Tosi, e infine il parmense Fabio Rainieri. La Lega Nord e "Fare!" si esprimono sulla mancata espulsione di Mohamed Jella, il presunto assassino di Alessia Della Pia.

«Bisogna rimpatriare tutti i criminali stranieri colpiti dal provvedimento di espulsione. E bisogna farlo anche con chi, per opporsi alla decisione dello Stato, presenta ricorso: la sentenza la aspettino nel Paese d’origine e non in Italia, dove nel frattempo hanno il modo e il tempo di arricchire i propri curricula criminali». Lo afferma il segretario di 'Fare!', Flavio Tosi, sindaco di Verona.  «Anche l’iracheno che a Bari progettava attentati in Europa era già stato 'espulsò - prosegue Tosi -, così come il marocchino che in primavera aveva ucciso un ragazzo di Terni ma era rimasto in Italia dopo aver fatto ricorso. Come Kabobo, che girava per Milano con un piccone (tre i morti). E’ poi incredibile che chi non rispetta il decreto di espulsione, di prassi incappi in una semplice multa, anzichè venire rinchiuso in galera. Le nostre norme in materia sono carta straccia, più ridicole e inefficaci delle proverbiali grida manzoniane».

«Domenica un criminale tunisino con due decreti di espulsione e numerosi precedenti alle spalle ha selvaggiamente ammazzato, massacrandola di botte e affogandola, una donna a Parma. Questa notte un albanese ha tagliato la gola alla moglie durante il sonno in provincia di Varese davanti ai due figli di 3 e 11 anni, e due clandestini algerini hanno dato fuoco alla compagna di uno di loro nel casertano dopo un litigio. Nonostante questi e innumerevoli altri atti di violenza dei quali si rendono protagonisti ogni giorno degli immigrati, per benpensanti e buonisti il problema è la Lega, è la xenofobia, è Salvini, è il populismo». Lo dice l’esponente della lega Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato.

 
«E’ stato permesso a un pregiudicato clandestino di rimanere sul nostro territorio nonostante nei suoi confronti fossero già stati emessi decreti di espulsione tredici anni fa, dieci anni e fa e, l’ultimo, solo lo scorso settembre. Ma che cosa fa il Prefetto? Il finto buonismo del Pd e del governo che a parole dicono una cosa e poi, nei fatti, tutto fanno tranne che applicare le leggi sulle espulsioni mette a costante rischio i cittadini». Fabio Rainieri, vice Presidente del Consiglio Regionale e segretario nazionale della Lega Nord Emilia, interviene così sui tragici fatti di Via Montanara.
«Comprendo il difficile lavoro delle forze di polizia – commenta Rainieri - che devono combattere con le carenze di personale e di attrezzature, scontrandosi quotidianamente con le lungaggini burocratiche e con il superaffollamento dei centri di espulsione, ma trovo inaccettabile il comportamento delle Istituzioni e della Prefettura».
«Il Prefetto – tuona Rainieri – deve smetterla di prendere in giro i cittadini. Aveva garantito che avrebbe vigilato su identità e operato dei profughi, che lui stesso ha voluto ammettere alla nostra città nonostante la ferma opposizione della Lega. E’ questo il modo in cui vigila? Permettendo a un altro pregiudicato, questa volta iracheno, di uscire di galera e riscostruire una cellulare terroristica a Parma? Faccia qualcosa di utile e concreto per rendere Parma sicura, invece di spendere solo parole al vento».
Nel mirino del numero uno del Carroccio emiliano anche l’amministrazione comunale di Parma. «L’assessore Rossi – attacca Rainieri – si arrampica sugli specchi e dice che il Comune non può sapere chi occupa gli alloggi popolari una volta assegnati. Ma stiamo scherzando? Se non lo sanno loro, chi deve saperlo? Il Comune deve vigilare, controllare e monitorare le assegnazioni già in essere e quelle future e queste affermazioni sono l’ennesima dimostrazione di grave incapacità e incompetenza. La Rossi e la Giunta si dimettano!».

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