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scuola

Dal greco al dialetto: al Romagnosi in cattedra Maletti

di Giovanna Melli

13 dicembre 2015, 16:44

Al Romagnosi oltre al greco e al latino i ragazzi possono studiare anche il dialetto parmigiano con un prof d’eccezione. Lo studio del dialetto parmigiano da quest’anno, infatti, era inserito come materia facoltativa nell’offerta del piano formativo del liceo classico e così 23 studenti di varie sezioni delle quinte ginnasio hanno scelto di seguirlo. Il prof è Enrico Maletti: «Profesór perché - spiega Maletti - laurée a l’universite’ äd bórogh dill colón’ni in marciapiedologia pramzana». Maletti insieme ai ragazzi di «Io Parlo Parmigiano», Rico Montanini, Danilo Barozzi (Baroz), Mirko Leraghi e Luca Conti, svolgono le lezioni nell’aula quinta F il giovedì mattina. Sei lezioni di dialetto dove: «S’impara la fonetica, importantissima, la grammatica e la pronuncia del nostro dialetto» dice Maletti. «E’ una bellissima esperienza - continua al profesór -. Gli studenti sono bravi e attenti e in più, grazie ai ragazzi di Io parlo parmigiano riusciamo a insegnare e a svolgere le nostre lezioni, oltre che con l’aiuto del dizionario italiano parmigiano di Guglielmo Copacchi, anche con l’utilizzo del computer». La classe è stata divisa in tre gruppi, quella dei gozén (maiale), dei pit (tacchino) e degli äzon (asini). «Ogni squadra ha dei compiti da svolgere - spiega Rico Montanini -. Devono tradurre testi e leggerli ad alta voce, dall’italiano al parmigiano e il prof Maletti interviene per correggerli. Obiettivo di questo corso però è quello di presentare tre video, tipo quelli che facciamo noi, dove i ragazzi doppieranno scene famose in dialetto». Il corso di dialetto parmigiano terminerà il 19 novembre, data in cui saranno presentati anche i tre nuovi video doppiati dagli alunni del corso. Difficile da credere ma durante questo corso un po’ «fuori dall’ordinario» gli studenti sono attenti, precisi e diligenti. «Sento parlare in dialetto dai nonni - dice Alberto Coscia, 15 anni, della 5ªC - io lo capisco abbastanza bene e a volte rispondo. M’interessa il dialetto credo sia molto interessante e bello e, frequentando il liceo classico, ho pensato che questo corso fosse un’ottima opportunità. Tra qualche anno si perderà l’abitudine di parlare in dialetto e questa cosa mi dispiace molto». «Credo sia giusto conoscere e apprendere il dialetto perché è il linguaggio del nostro territorio - esordisce Giovanni Corazza, 15 anni, 5ª D -. I miei genitori in casa lo parlano e lo parlo insieme a loro. Tuttavia, ci sono tante nuove lingue da imparare per poter interagire con culture diverse, e così il dialetto probabilmente potrebbe scomparire; anche se sarebbe giusto continuare a tramandarlo». «Mi sembrava un corso divertente - afferma Elena Agnesini, 15 anni, 5ª D -. Il dialetto è parlato in casa mia: è una bellissima tradizione».