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salute

Mercoledì 16 sciopero dei medici

di Carla Giazzi

14 dicembre 2015, 11:27

Mercoledì 16 sciopero dei medici

Dicono no alla diminuzione del finanziamento sulla sanità pubblica, a un federalismo che crea disomogeneità nell’assistenza, alla proroga del blocco dei contratti di lavoro, delle convenzioni e del turn over, a una burocrazia eccessiva.
Questi alcuni dei motivi per cui mercoledì 16 dicembre i camici bianchi pubblici, tra cui i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, incroceranno le braccia. Allo sciopero nazionale aderiscono tutte le sigle sindacali di categoria, per la prima volta dopo vent’anni. «È un malcontento condiviso, manifestato a Roma il 28 novembre, quello che porta allo sciopero, che ha l’appoggio dell’Ordine dei medici nazionale», sottolinea Antonio Slawitz, presidente provinciale e vice presidente regionale dello Snami, il sindacato nazionale autonomo medici italiani.
«Per la sanità pubblica in Italia si spendono due punti di Pil in meno di Francia e Germania. Questo comporta tagli di personale e servizi, riduce l’accesso alle cure», spiega Matteo Curti, consigliere Snami. «Poi è vero che ci sono sprechi e che bisogna puntare all’appropriatezza della spesa, ma le risorse sono necessarie». Temono che il sistema sanitario pubblico vada in pezzi e sia gestito solo in modo contabile: a farne le spese, cittadini e medici.
Lo sciopero di mercoledì sarà «per la salute del cittadino e la chiarezza dei rapporti. In particolare, quello con il medico di base, che non deve essere visto dagli assistiti come un controllore di spesa» commenta Walter Corsi, vice presidente provinciale Snami e medico di famiglia, come Slawitz e Curti. Perciò, non accettano imposizioni sulle prescrizioni a scapito del paziente. Lamentano una burocrazia sempre più invadente, dalla ricetta elettronica on line all’obbligo, da gennaio 2016, per l’invio a casa del 730, di inserire in un sistema informatico le fatture del 2015.
«Pratiche – dicono - che tolgono tempo all’attività clinica: il paziente perde in qualità ed efficienza del servizio, il medico in professionalità». Sta poi a cuore l’uniformità delle cure, che il federalismo ostacola anche all’interno di una stessa regione. In Emilia – Romagna, per esempio, i medici di base possono prescrivere una risonanza magnetica nel settore ortopedico a «macchia di leopardo»: a Parma no, salvo alcuni casi, ed è scelta obbligata dal contenimento dei costi. Rivendicano di aver sempre collaborato tra figure professionali, come medici di medicina generale nelle Case della salute, ma chiedono codifiche chiare per le diverse professionalità, anche in tema di responsabilità civile e penale. Così come lo sblocco dei contratti, delle convenzioni e del turn over.


   Le modalità   

Ambulatori chiusi dalle 8 alle 20

Mercoledì 16 dicembre per 24 ore sciopereranno i medici di medicina generale - cioè medici di famiglia, di continuità assistenziale (ex guardia medica), dei servizi territoriali, di emergenza sanitaria territoriale convenzionata, penitenziari - e anche i pediatri di libera scelta, gli ospedalieri, gli specialisti ambulatoriali. I medici di base terranno chiusi gli studi dalle 8 alle 20. Saranno garantite le visite domiciliari urgenti e quelle in assistenza programmata a pazienti terminali, le prestazioni di assistenza domiciliare integrata e quelle definite nell’ambito degli accordi regionali.I medici di continuità assistenziale si asterranno dal lavoro dalle 00.01 alle 8 e dalle 20 alle 24, i medici di emergenza sanitaria e dei servizi territoriali dalle 8 alle 20.C.G.