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Una jellata caccia all'uomo

di Filiberto Molossi

18 dicembre 2015, 11:55

Una jellata caccia all'uomo

Bernardo Provenzano, detto Binnu u' Tratturi, lo scovarono dopo 43 anni di latitanza. Per trovare Bin Laden, l'uomo che pianificò il peggiore attentato del terzo millennio, ne «bastarono» dieci. Domanda: quanto tempo servirà per vedere in cella Mohamed Jella, l'assassino di Alessia Della Pia? E' alto 1.72, esile di corporatura, sdentato: non lo definiresti, a prima vista, il nemico pubblico numero uno. Ma ha massacrato una donna senza pietà per poi buttarle un secchio d'acqua in faccia provando a risvegliarla. E accorgersi invece che era già morta. Allora ha chiamato il 118: ed è sparito nel nulla. Inafferrabile come nemmeno Salah Abdeslam, la mente degli attentati di Parigi: introvabile almeno quanto Matteo Messina Denaro, il capo di Cosa Nostra. Possibile? Evidentemente sì. Lo hanno avvistato ormai ovunque: a Parma, in Lunigiana, persino in Tunisia, suo Paese d'origine. Risultato? Il nulla.

Tutti sappiamo in che condizioni lavorano le forze dell'ordine: tagli, ridimensionamenti, attrezzature obsolete. Ma davvero vogliamo fare di Jella la primula rossa che si fa beffe di noi? Alessia non se lo merita. La piangono da giorni una madre, un fratello, un figlio: che non chiedono niente, se non una parvenza di giustizia. E sanno che non esistono morti di serie B. Esistono invece vite difficili, aspre, sempre ai margini, all'angolo: e donne che dimenticate e escluse rischiano di esserlo sempre, anche da morte. E' ora di dare un finale diverso a questa storia: solo così Alessia riposerà in pace.

fmolossi@gazzettadiparma.net