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Province in cui si vive meglio: Parma scivola al 13° posto

27 dicembre 2015, 12:57

Province in cui si vive meglio: Parma scivola al 13° posto

E’ dedicata alla qualità della vita la 17/ma indagine che anche quest’anno Italia Oggi ha realizzato per esaminare le forti discrepanze esistenti in quel caleidoscopio tutto italiano rappresentato dalle province. I risultati in verità non fanno emergere discontinuità con gli anni scorsi, assegnando il gradino più alto del podio a Trento, che rifà il bis del 2014, seguita da Bolzano e Pordenone. Storia nota anche in coda, dove la 110/ma piazza è retta anche questa volta da Carbonia-Iglesias, preceduta, allo stesso modo del 2014, dalla provincia del Medio Campidano e da Enna. La top five dell’indagine si completa con il quarto posto di Mantova (che perde una posizione) e dal quinto di Treviso (che scende anch’essa di un gradino).


La provincia di Parma, che l'anno scorso aveva perso una posizione - dal 7° all'ottavo posto - scivola di cinque gradini e finisce tredicesima. Ma riceve la medaglia di bronzo in una delle singole categorie valutate, quella dei servizi finanziari. Scivolone ancora più consistente per Reggio Emilia, che passa dal sesto al 18° posto.

 Una delle novità di quest’anno è il divario tra i territori che fanno capo a centri di media grandezza ed altri al contrario legati alle principali città. Non a caso Roma, Milano e Torino arretrano un pò, mentre Napoli conferma il 103/mo posto sulle 110 complessive.
Ma più in generale dallo studio emerge che nel 2015 sono state 53 - su un totale di 110 - le province in cui la qualità della vita è risultata buona o accettabile, contro le 55 della scorsa edizione. Quindi, osservano i curatori dello studio, ciò significa che il 56% della popolazione italiana vive in territori dove la qualità della vita è scarsa o insufficiente.
Lo studio di Italia vede al sesto posto Cuneo, che recupera ben 5 posizioni, poi Verona (+2), Belluno (+4), Vicenza (-2) e in decima posizione Udine (+4). Come accennato, non brillano le province dei grandi centri urbani: ad esempio Milano occupa la 49/ma posizione, perdendo 13 posti rispetto alla 36/ma piazza del 2014, Venezia la 54/ma (-14), Bologna la 61/ma (-8), Roma la 69/ma (-12), Torino la 76/ma (-11), Genova la l’81/ma (-17), Bari la 93/ma (-1), Palermo la 105/ma (-10). Tra le eccezioni Firenze, che sale di 3 gradini rispetto alla 29/ma posizione del 2014, Ascoli, che addirittura ne risale 22 rispetto al 42/mo posto del 2014, Grosseto (+15), Olbia-Tempio (+26), Pistoia (+22), Campobasso (+36) e Ogliastra (+30).
L’indagine ha preso in esame anche vari indicatori, come ad esempio 'Affari e lavoro", che vede al primo posto Bologna (terza un anno fa), indice, a detta dei curatori, di un generale risveglio imprenditoriale del nord-est.

Nell’indicatore 'ambiente" la sorpresa - non certo piacevole in questo caso - viene da Imperia, che va ad occupare l’ultima posizione, a quanto sembra per un errato affidamento del servizio di raccolta rifiuti da parte del comune. Al penultimo posto Massa-Carrara, che ha perso peraltro 8 posizioni, penalizzata secondo l'indagine da problemi nell’uso dei mezzi di trasporto pubblici e nella raccolta differenziata. Il territorio più 'ecò, al contrario, è guarda caso Trento, che precede Mantova e Belluno, seguite da Bolzano, che primeggia nell’indicatore 'popolazione", battendo in questo caso Barletta-Andria-Trani. Scorrendo lo studio si scopre poi che sono i territori del Veneto ad avere le migliori performance in tema di sicurezza (indicatore 'criminalità'), con al vertice Pordenone. Infine, il sistema salute vede sul podio due province toscane su tre (Pisa, prima, seguita da Isernia e Siena).(ANSA).