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Verdi: sul Times il giallo delle carte nascoste

29 dicembre 2015, 11:56

Verdi: sul Times il giallo delle carte nascoste

E' stato definito "il giallo delle carte nascoste". Ed ora, da Villa Sant'Agata e Parma è approdato sul Times.

Stiamo parlando dell'archivio di Giuseppe Verdi. O meglio, di circa cinquemila pagine di schizzi e abbozzi del Maestro segretati per più di cento anni, come aveva rivelato nello scorso giugno un'inchiesta di Classic Voice con la firma del giornalista parmigiano Mauro Balestrazzi.

Un tesoro per una conoscenza più approfondita del Genio di Roncole. Un tesoro che appariva finalmente destinato ad uscire dall'oblìo, in virtù di quanto dispone il Codice dei Beni culturali, che impone la consultabilità degli archivi, anche se privati,quando riguardano soggetti di grande interesse storico culturale.

Ma qui inizia una storia tristemente "italiana". Quando infatti uno studioso (il prof. Fabrizio Della Seta) chiede di accedere a quei documenti, gli eredi Carrara Verdi - attuali "custodi" della Villa di Sant'Agata - non danno risposta. La notizia si sparge, e a metà dicembre il Corriere della sera (partendo proprio  dall'inchiesta di Classic Voice) rilancia a sua volta la notizia: che ora approda al prestigiosissimo quotidiano britannico, che vi dedica un articolo visibile anche sul sito online.

The Times parla di "complotto", e di "una trama degna di una delle sue opere più drammatiche". Ma forse, vista da qui, la parola più adeguata è "scandalo": l'ennesimo triste autogol di un Paese ricco di cultura e di genio, ma troppo spesso incapace di difenderne e valorizzarne i preziosissimi frutti. Ed ora che lo scandalo assume dimensioni internazionali, c'è davvero da sperare che qualcosa si smuova. Anche perchè, come ricordava l'inchiesta di Balestrazzi, "le collezioni di altri musicisti importanti come Bach, Beethoven, Wagner, Rossini, Debussy, Britten e Schoenberg sono da tempo accessibili agli studiosi di tutto il mondo. Così dovrebbe essere anche per i manoscritti verdiani”.