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INTERVISTA

Verdi segreto, il Times polemizza

30 dicembre 2015, 06:00

Lucia Brighenti

Il complotto degli eredi di Verdi per nascondere i segreti del suo lavoro». È il titolo con cui The Times, storico quotidiano britannico, ha pubblicato un articolo sugli abbozzi del Maestro di Busseto conservati nella Villa di Sant'Agata, a tutt'oggi inaccessibili agli studiosi. Approda così anche nel Regno Unito lo scandalo sollevato, lo scorso giugno, da un'inchiesta firmata dal giornalista parmigiano Mauro Balestrazzi per «Classic Voice», ripresa il 16 dicembre anche dal «Corriere della Sera».

A raccontarci di più su quelle 5.252 pagine di schizzi e prime stesure relative a dodici delle ventisette opere di Verdi (da Luisa Miller a Falstaff) e a un arco temporale che va dal 1849 sino al 1898, è lo stesso Balestrazzi, redattore oggi in pensione della «Gazzetta dello Sport».

Appassionato di musica e autore di libri dedicati a Carlos Kleiber, Arturo Toscanini e Luciano Pavarotti, Balestrazzi collabora con la rivista «Classic Voice» e con il quotidiano online «La Repubblica Parma».

«L'inchiesta è nata sei mesi fa, da una denuncia di Anselm Gerhard: - spiega il giornalista parmigiano - lo studioso si chiedeva come mai a Bayreuth si possano studiare tutti i documenti di Wagner mentre non si può accedere all'archivio privato di Sant'Agata».

Come ha ricostruito l'elenco di documenti che costituisce questo archivio?

Si sapeva già di questo tesoro nascosto, ma non se ne conosceva l'entità: da Villa Verdi sono usciti, negli anni, solo pochi documenti, sotto la supervisione dell'Istituto Nazionale di Studi Verdiani (negli anni Quaranta è stato pubblicato un facsimile di Rigoletto, nel 2000 gli abbozzi de La traviata, a cura di Fabrizio Della Seta). Facendo una ricerca presso la Soprintendenza di Parma, ho scoperto che nel Decreto Regionale del 2008 che riconosce Villa Sant'Agata complesso unico e indivisibile tutelato dallo Stato, esiste un inventario dei beni che ne fanno parte, stilato da due funzionarie della Regione. Quando si arriva agli schizzi delle opere, però, c'è solo un elenco a cura di Gabriella Carrara Verdi, con il numero di fogli per ogni opera. Io ho pubblicato questo elenco: prima, non si sapeva nulla di moltissimi di questi abbozzi.

Un esempio di materiale indispensabile agli studiosi contenuto nell'archivio?

Solo di Falstaff esistono oltre novecento pagine di schizzi mai visionati da nessuno. Fabrizio Della Seta ha spiegato che, senza queste, è inutile qualsiasi tentativo di edizione critica dell'ultima opera di Verdi...

Il Times parla di complotto, in realtà si tratta di una lite tra gli eredi?

Dopo la morte di Alberto Carrara Verdi tutto si è bloccato per una contesa tra gli eredi del compositore (Maria Mercedes, Ludovica, Angiolo e Emanuela Carrara Verdi che, in causa dal 2002, si contendono la proprietà di Villa Sant'Agata, ndr.). Il fondo è stato dichiarato dalla Soprintendenza di grande interesse storico e culturale e come tale, per legge, deve essere accessibile agli studiosi che ne facciano motivata domanda. In realtà, Fabrizio Della Seta ha fatto richiesta sei mesi fa per consultare gli abbozzi di Un ballo in maschera: la sua richiesta è stata accolta dalla Soprintendenza ma non ha mai avuto risposta da Angiolo Carrara Verdi, che al momento ha in custodia Villa Sant'Agata.

Non c'è modo di far rispettare la legge?

Con Classic Voice abbiamo fatto un tentativo di mettere attorno a un tavolo i quattro eredi, per metterli di fronte alla necessità di aprire l'archivio. Al momento la richiesta di firmare un impegno scritto in tal senso è stata accolta solo da Emanuela e Ludovica Carrara Verdi. C'è anche un progetto di digitalizzazione di tutta la documentazione verdiana da parte dell'Istituto di Studi Verdiani: speriamo possa essere l'occasione per mettere a disposizione di tutti anche quanto contenuto a Sant'Agata.

In Italia non è l'unico caso in cui documenti di grande interesse sono preclusi agli studiosi...

Purtroppo no. Sempre per Classic Voice mi sono occupato anche del caso di Torre del Lago: Simonetta Puccini tiene sottochiave una ricca documentazione pucciniana. Sono due anni che la Soprintendenza Archivistica della Toscana contatta la nipote dell'operista per stilare un nuovo inventario dell'archivio cartaceo di Torre del Lago (l'ultimo inventario risale al 1984) ma il lavoro è stato continuamente rimandato. Con la colpevole assenza dello Stato, che non riesce a ottenere il rispetto della legge, ci sono situazioni non degne di un paese civile...

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