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Il Vino

Bellavista cala l'asso: "Meraviglioso", la storia della cantina

di Andrea Grignaffini

01 gennaio 2016, 20:48

Bellavista cala l'asso:

Nel giorno della sua elezione a presidente della Franciacorta, Vittorio Moretti cala l’asso. E se il nome appare un po’ forzoso e il prezzo davvero impegnativo (ma si tratta di poco più di 3.000 magnum in tutto il mondo) il risultato conferma le ambizioni qui citate.

«Meraviglioso» è il capoverso della Franciacorta. “Volevo che questa cuvée raccontasse nella maniera più autentica possibile quello che è Bellavista e l’uomo che l’ha creata. Non cercavo un esercizio stilistico per dimostrare abilità enologiche, al contrario, ho cercato con tutto me stesso, e con tutti i mezzi che mi ha messo ha disposizione Vittorio Moretti un Franciacorta che raccontasse l’anima più intima e vera di questa azienda e della sua stessa terra”, racconta Mattia Vezzola l’enologo della cantina Bellavista che con passione, capacità e determinazione ha dato vita a una cuvée unica e straordinaria con un mix di annate eccellenti.

Una sfida che parte dalla forza e dall’amore di questa terra attraverso l’impegno, la pazienza, la passione, l’entusiasmo, di un’azienda e di un uomo come Vittorio Moretti. Questo il principio, questo il pensiero uniti a una tecnica di conservazione dei vini, studiata, elaborata e voluta in Bellavista per garantire negli anni le caratteristiche originarie dei vini attraverso la scelta delle migliori annate: 1984, 1988, 1991, 1995, 2001, 2002. Le sei annate storiche più rappresentative che già avevano impresso una forte personalità a una delle Riserve più pregiate della Franciacorta, quelle che portano il nome di Vittorio Moretti. Sei annate rappresentative della filosofia in vigna e in cantina dei valori tipici di Bellavista: freschezza, sapidità, mineralità e verticalità presenti fin dalla nascita del connubio Moretti-Vezzola, antesignani di una moda consolidata basata nell’allora “area sicura” della dolcezza e della morbidezza. Così ancora Mattia Vezzola: “Ecco ci piace allora pensare che Meraviglioso racconti anche il nostro desiderio di anticipare i tempi, dell’essere contemporanei perché conosciamo bene da dove veniamo e dove vogliamo andare. L’essere tradizionali e innovatori al tempo stesso nella convinzione che solo così vi può essere progresso in vigna e cantina, e solo così si possono raccontare storie credibili, autentiche, oneste”. Il risultato è un vino, ancor più che uno spumante, di enorme complessità olfattiva, tanto da superare di gran lunga tantissime etichette italiane e transalpine. La frutta è matura nella migliore accezione del termine, e la frutta è in primis proprio l’uva solare, radiosa e in perfetto grado di maturazione. Poi tocchi vegetali canditi, accenni tropicali e mielosi che virano a bicchiere meno freddo a sensazioni più esotiche in cui si ritrovano pasticcerie mediorentali a duettare con agrumi dimenticati (bergamotto, chinotto, melangoli). La bocca non smentisce il naso con un’opulenza di sorso che seppur sostenuto da un’acidità di grande smalto rende la bevuta complessa come un vino fermo meraviglioso, appunto.