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La lezione

L'invito di Remo Bodei: «Cercare sempre di migliorarsi»

04 febbraio 2016, 16:40

L'invito di Remo Bodei: «Cercare sempre di migliorarsi»

Di Giulio Massari, studente di terza a del liceo Romagnosi

Una figura apparentemente modesta, quella di Remo Bodei.

Quando, attorniato da ragazzi e professori, entra nell'aula magna dell'auditorium polifunzionale del Campus universitario, il suo atteggiamento è così umile e dimesso da non attirare più di tanto l'attenzione. Eppure, una volta che tutti si sono seduti e si sono officiate le veloci presentazioni, il silenzio cala e le orecchie e le menti dei ragazzi sono catalizzati sulle parole del professore.

CHI E' BODEI?

Classe 1938, insegnante di filosofia prima alla Scuola Normale Superiore di Pisa e poi alla Ucla di Los Angeles, Bodei inizia, davanti ad alcuni ragazzi del Liceo Romagnosi e ad una classe del Liceo Bertolucci, la sua conferenza dal titolo «Paradossi del tempo», in cui concentra con grande intensità buona parte della storia della filosofia e delle scienze dalle origini fino ai giorni nostri, nel tentativo di instaurare un'analisi critica della comune concezione di tempo, di vederne i limiti, più semplicemente di invitare alla riflessione gli astanti.

«RITORNO AL FUTURO»

Una dotta rassegna, da Platone ad Einstein passando per Sant'Agostino, Newton e Freud, senza dimenticare citazioni musicali e cinematografiche, come il cult «Ritorno al futuro», apre al grande quesito, mai risolto e probabilmente irrisolvibile: è possibile definire oggettivamente il tempo? Quanto la ricerca scientifica ne ha rivoluzionato la visione, e quanto l'astrazione mentale trascendente può coglierne l'essenza? Nulla di certo, ma tanto materiale su cui poter pensare e ripensare, attività indispensabile in un'epoca come la nostra, sostiene il professore, sempre più dimentica del passato e incerta quanto al futuro, concentrata in modo talora patologico sul presente: è forse questo il maggior insegnamento che si può trarre dal suo discorso. Ma l'incontro non si limita ad una consueta lezione frontale: dopo una breve pausa, le domande pullulano tra i ragazzi, non solo appassionati dall'intervento del professore, ma incuriositi e notevolmente spinti a nuove riflessioni critiche. Bodei, quasi con stupore per il grande interesse, nonché con l'umiltà che lo ha contraddistinto fin dal primo sguardo, risponde a ogni quesito (scientifico, filosofico o personale che sia) e allarga la tematica di ogni interrogativo fino a toccare abilmente temi etici, politici e letterari.

IL SUGGERIMENTO

Alla domanda molto intima circa l'obiettivo della sua vita ribatte con una frase che riassume forse il senso dell'intero incontro: «Cercare sempre di migliorarsi, perseguire traguardi concreti ma senza perdere di vista i propri valori; tentare di raggiungere la felicità, come tutti gli uomini per natura fanno, come tutti i filosofi affermano, attraverso la consapevolezza di sé e del mondo, la ricerca di un'armonia con la società, il costante desiderio di pensare».

Il professore e filosofo Remo Bodei non assicura che la sua risposta sia giusta, si limita al suggerimento: ma gli applausi che scrosciano alla conclusione del dibattito sembrano mostrare sincero apprezzamento per la sua infusione di cultura e spirito critico.

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