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casa della musica

Giornata della Memoria, in scena le emozioni dei ragazzi

di Mariacristina Maggi

05 febbraio 2016, 08:33

Giornata della Memoria,  in scena le emozioni dei ragazzi

Palpabile l’emozione degli studenti del Romagnosi e del Bertolucci protagonisti ieri della Giornata della Memoria alla Casa della Musica (oltre 200 le presenze) con «Che non abbiano fine mai» di e con Eyal Lerner, musicista israeliano da anni in Italia (noto per il ruolo di Pertchik ne «Il violinista sul tetto» diretto e interpretato da Moni Ovadia).
Il titolo del progetto è ispirato a un verso di una delle donne ebree più note per talento e coraggio, Chana Senesh, torturata e uccisa dai Nazisti nel ‘44, come Enzo Sereni, altro ebreo al quale è stato dedicato il progetto. Memoria non solto per loro, naturalmente, ma per i sei milioni di ebrei che insieme a zingari, malati di mente, omosessuali, partigiani e civili innocenti furono uccisi durante la seconda guerra mondiale. «Gli scritti che ci hanno lasciato rivelano un uomo e una donna di altissima levatura intellettuale, spirituale e morale e mostrano uno spirito ottimista che celebra l’assoluta dignità dell’uomo», spiega Lerner, prima di alzare il sipario. Sul palco, l’emozionale comunicatività del musicista e il suo flauto dolce hanno guidato quasi una trentina di studenti tra musicisti, coristi e voci narranti (coordinati con passione dai professori Coletta e Iemmoli). «Un’esperienza straordinaria che ci ha fatto tornare alla memoria ‘fisica' di ciò che è accaduto: memoria non solo del passato, ma del presente e del futuro», ha dichiarato la studentessa del Romagnosi Camilla Curiel. «C’è un forte parallelismo tra questo doloroso passato e il presente», ha detto a sua volta con grandissimo coinvolgimento Elisa Petrolini. La conclusione di Lerner esalta «la speranza di quello che siamo riusciti a fare oggi: creare insieme questo momento di Memoria con i ragazzi, non solo protagonisti ma anche testimoni, per portare alta la bandiera del bene e del buono, contro un male che ancora è molto ben organizzato». Infine, tutti in coro per intonare una canzone speriamo profetica: Shalom Aleichem.