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VARANO MELEGARI

Una band per ricordare i martiri del Dordia

di Valentino Straser

05 febbraio 2016, 08:38

Una band per ricordare i martiri del Dordia

Un’idea e la sua realizzazione. Una Band nata un po’ per caso, costituita in pochi giorni per ricordare i 18 giovani varanesi uccisi il 10 gennaio 1945 dalle milizie nazifasciste nel grande rastrellamento d’inverno.
Protagonisti ed interpreti del progetto sono Riccardo Dodi (voce e percussioni), Simona Guerini (viola), Rocco Rosignoli (chitarra e voce), Alice Avanzi (basso) e Chiara Daneo (flauto traverso).
Il concerto, eseguito nella palestra comunale di Varano Melegari davanti a un pubblico delle «grandi occasioni», ha riscosso un successo oltre ogni aspettativa.
L'iniziativa per ricordare i martiri del Dordia è nata da un’idea di Riccardo, che voleva cantare «Oltre il ponte» nella versione dei Modena City Ramblers, insieme a Rocco, perché è una canzone che ben si adatta alla memoria dei martiri del Dordia.
Riccardo ha poi coinvolto Chiara ed Alice per l’accompagnamento e a sua volta Chiara ha insistito con l’amica violista Simona perché anche lei facesse parte del progetto.
Tutti si sono dimostrati fin da subito disponibili con una personale predisposizione a ricordare eventi come quello tragico del Dordia.
La volontà di costruire una performance non improvvisata ma ben strutturata è venuta subito a galla, ispirati dal motto «facciamo la cosa giusta e nel modo giusto».
Rocco si è detto disponibile per curare gli arrangiamenti, eseguiti con molta personalità pur rispettando le versioni originali.
Sono stati scelti pezzi della tradizione popolare ma anche del panorama musicale più recente, cercando di rispettare anche la semantica della rappresentazione.
I ragazzi si sono trovati giusto due giorni per provare insieme, mentre ognuno studiava la propria parte autonomamente.
A parte Riccardo, i ragazzi non conoscevano la vicenda del Dordia, ma si sono interessati, documentati ed hanno apprezzato la rappresentazione delle scuole. Non solo suonare insieme per la prima volta, ma anche «suonare insieme per una causa così nobile e radicata nella nostra storia – hanno commentato i musicisti - è stata un’esperienza molto emozionante, anche grazie alla buona intesa che si è instaurata e che oltretutto si è rafforzata, tanto che ora c’è la volontà di suonare ancora insieme: che sia davanti a un pubblico o per i fatti nostri non importa, la nostra musica non ha orari né perimetri, nasce e cresce nell’amicizia e non ha bisogno d’altro».