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Le zucche matte minacciano il Bosco incantato

Con la loro espansione esagerata e incontrollata soffocano le piante

di Paolo Panni

09 febbraio 2016, 19:35

Le zucche matte minacciano il Bosco incantato

In questo periodo di magra del Po sta attirando frotte di visitatori il «Bosco incantato» di Zibello. Si tratta di un’area di pregio naturalistico, immersa nella Zona di protezione speciale «Golena del Po» a cui è stato dato il nome di «Bosco Incantato» dagli organizzatori di «Dove si va», la grande caccia al tesoro a cavallo proposta ogni anno, in autunno, in memoria del giovane Gian Maria Casaroli.

Ma c’è anche chi lo ha ribattezzato come «bosco delle fate» o «bosco dei folletti» o «degli gnomi», chi ci ha visto un «paesaggio marziano» o lunare. Insomma, un luogo di spettacolare suggestione che ognuno può denominare come meglio crede.

Sono tutte definizioni che nascono, spontanee, dalla fantasia della gente di fronte alle curiose «sculture naturali» che in questo, come in numerosi altri ambienti fluviali, si sono formate. Alcune sembrano piramidi, altre totem, altre ancora case per gli «spiriti» del bosco. Un luogo che, specie in questi ultimi giorni, sta avendo un notevole risalto mediatico.

Ne hanno parlato, con ampi servizi, le emittenti locali ma anche nazionali, con troupe del Tg2 e di Sky Tg24 che sono state sul posto. All’area in questione si stanno inoltre interessando registi, fotografi professionisti e fotoamatori.

Un nuovo «trampolino» di lancio, dunque, per promuovere il turismo fluviale e per far conoscere le ambientazioni e le svariate suggestioni del Po. Ma c’è anche il famoso «rovescio della medaglia». Infatti, a creare queste «sculture naturali» è il «Sicyos angulatus», meglio conosciuto come zucca spinosa, zucchino selvatico, zucca matta. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle cucurbitacee importata, circa due secoli fa, dalle Americhe, come ornamentale. Una delle tante varietà non autoctone (e questo vale non solo per la flora ma anche per la fauna) che l’uomo, volontariamente, ha importato, salvo poi perderne completamente il controllo.

Così queste «zucche matte» hanno avuto un’espansione esagerata, trovando terreno fertile nelle golene del Po, invadendo ampie superfici e, purtroppo, soffocando il bosco e le piante. Un problema mai sufficientemente considerato e, ancora una volta, a farne le spese è la golena del Po.

Resta tuttavia il fatto che il paesaggio è spettacolare e suggestivo: da non perdere per coloro che amano ambientazioni curiose e particolari, misteriose e «cinematografiche»