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emozioni a teatro

Le Moli e l'attualità di Feydeau

di Maria Cristina Maggi

13 febbraio 2016, 08:23

Le Moli e l'attualità di Feydeau

La forza irresistibile, inarrestabile di quel geniaccio di Georges Feydeau è in scena fino al 14 alla Fondazione Teatro Due con una soirée dedicata a uno dei più grandi autori della commedia francese. L'attenta regia di Walter Le Moli, capace come pochi di scavare tra le infinite sfumature della letteratura teatrale, ha alzato il sipario ancora una volta (dopo il successo della scorsa stagione, ndr) all'incalzante ritmo (da operetta offenbachiana) e ai giochi di parole, paradossi e comicità dell'atto unico (rappresentato in Italia per la prima volta proprio al Due) 'L'uomo di paglia' (scritto, incredibilmente, nel 1885), preceduto dai monologhi 'Agli antipodi', 'Un signore condannato a morte' (inseriti in questa nuova e arricchita versione), Patta all'aria', 'L'uomo parsimonioso' e, dulcis in fundo, 'L'uomo che non ama i monologhi'.

Ed è un rincorrersi di battute, malintesi e colpi di scena sempre al limite del surreale con un pubblico con il fiato sospeso per un divertimento che non lascia nemmeno il tempo a lunghe risate per il suo tempestivo e frenetico susseguirsi. Complici e perfettamente entrati nella parte i protagonisti di questa piacevolissima messinscena che non risparmia proprio nessuno e mette alla berlina ridendo istituzioni sacre come il matrimonio, le relazioni sentimentali, il Dio denaro e 'l'intoccabilità' e 'l'apparenza' della società borghese di fine '800 (che non poi così diversa da quella di oggi): sul palco, tra drappeggi, antiche cornici, pianoforti sottosopra e una scoppiettante atmosfera Belle Époque, ad alzare il sipario di questa girandola di storie inverosimili ma pur sempre plausibili una maliziosa Madame che sbaglia treno dando inizio a una serie di 'strane' avventure sempre con l'immancabile strizzatina d'occhi (con una brava Paola De Crescenzo); e poi ancora e sempre ridendo 'castigat mores' (con i convincenti Sergio Filippa, Davide Gagliardini, Luca Nucera, Nanni Tormen) con un appuntamento galante mandato a monte dal regalino di un cane, una pena di morte tanto assurda quanto vera, l'arte di arricchirsi (Siate parsimoniosi!) e quell'Assurdo' che verrà poi in seguito concentrato in un signore che cerca disperatamente di dimostrare l'inutilità del genere teatrale del monologo: naturalmente attraverso monologo. Un preludio sotto il segno di un ritmo vorticoso sempre in ascesa fino al puro e ingegnoso divertissement de 'Luomo di Paglia' (interpretato dai bravissimi Massimiliano Sbarsi ed Emanuele Vezzoli): surreale incontro tra due uomini che si ritrovano nello stesso appartamento (bordello?) per domandare la mano della 'citoyenne Marie' alla ricerca di un prestanome perché candidata come presidente di un certo partito (radicale o liberale, forse): e tra un malinteso e l'altro, battute a raffiche (che non risparmiano nemmeno Victor Hugo e L'Hôpital des Invalides) e conti improbabili ciascuno crede che 'Marie' sia l'altro, nonostante l'apparenza.

Per la prima volta si crede a ciò che si dice. Scritto nel 1885 e di un'ironia e attualità straordinarie: e scusate, se non è poco.