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musica

Cantautori parmigiani: una nuova tradizione

di Pierangelo Pettenati

04 marzo 2016, 20:43

Cantautori parmigiani: una nuova tradizione

Il cantautore è tra le figure più importanti della cultura musicale italiana degli ultimi 50 anni, forse la più conosciuta e celebre. È l’artista/artigiano che fa tutto da solo, scrive le musiche e i testi e questi hanno quasi sempre un peso rilevante, a volte poetico. È tradizionalmente legato alla città di provenienza, che spesso finiva per diventare una «scuola»; tra le storiche c’è quella genovese (la più prolifica, avendo visto nascere e crescere De André, Fossati, Tenco, Paoli, Lauzi, Bindi), quella milanese (Gaber, Jannacci, Vecchioni), quella bolognese (Guccini, Dalla, Mingardi), quella romana (De Gregori, Venditti) e quella napoletana (Daniele, Bennato). Anche la provincia ha saputo esprimere grandi nomi, due su tutti: Paolo Conte nato ad Asti e Piero Ciampi nato a Livorno. Neanche a Parma non mancano i compositori della cosiddetta canzone d’autore. Molti di loro hanno una casa comune: l’ormai celebre Rigoletto Records fondata da Ugo Cattabiani, che dopo anni passati in varie band ha deciso di «mettersi in proprio», uscendo col proprio nome senza però isolarsi dagli altri. Per agevolare l’attività propria e quella dei colleghi ha creato questa scuderia di cantautori che, nel corso di questi anni, ha prodotto diversi dischi e portato molta musica in città grazie a rassegne live e incontri sui grandi. Attualmente, ne fanno parte Diego Baruffini, Alessandro Casappa, Emanuele Nidi, Lord Scaffardington, Giovanna Dazzi, Lorenzo Cavazzini e Francesco Pelosi, oltre alla band dei Merovingi e al collettivo musicale Manìnblù, ma ha visto transitare anche Maria Teresa Lonetti, che nelle canzoni porta i ritmi e i colori della sua Calabria, Roberta Di Mario (pianista prestata alla canzone d’autore con ottimi risultati), Rocco Rosignoli (fra i più «impegnati» del gruppo) e Fabrizio Frabetti, autore con un occhio sempre molto attento alla realtà. Un altro partito in gruppo per poi proseguire da solo è Antonio Benassi, fondatore prima delle Borchie e poi degli Antonio Benassi Band. E’ un cantautore atipico: con Le Borchie faceva del rock demenziale, poi è passato al dialetto con uno sguardo ironico e divertente ma mai banale dei difetti (tanti) e delle virtù (poche) di Parma e dei parmigiani. Qualche anno fa i suoi video spopolavano su YouTube (dove sono presenti tutt’ora) e dopo qualche anno di assenza è tornato a scrivere canzoni. Chi ha sempre corso da solo è il cantante/pianista Francesco Camattini, al quale piace dare spesso una dimensione teatrale alle sue musiche; da poco ha pubblicato il suo nuovo lavoro dal titolo «Solo vero sentire». E poi c’è Il Ciro, che con i suoi Lovers porta una ventata d’ironia su aspetti, importanti e non, della vita di tutti i giorni. La rassegna «Giovedì d’autore» al Titty Twister non è l’unica rassegna cittadina dedicata alla canzone d’autore, però ha il merito di dare un importante spazio agli artisti locali, sia nella veste di cantanti/autori sia di interpreti, che condividono, con qualche eccezione, il pensiero di Fabrizio De André: «È bello immaginare che dove finiscono le mie dita, debba in qualche modo incominciare una chitarra».