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Il dialetto di Peppone e Don Camillo con la voce di Adorni

19 marzo 2016, 13:56

Il dialetto di Peppone e Don Camillo con la voce di Adorni

Il dialetto di Peppone e don Camillo è recentemente sbarcato a Fidenza, in occasione della rassegna, organizzata dal Comune, «Il mese del dialetto».

Protagonista della serata al ridotto del teatro Magnani lo scrittore, commediografo e capocomico della compagnia «Dialettale Sissese» Mauro Adorni. Proprio così, il dialetto della Bassa, quello con cui Mauro scrive i suoi racconti, le sue poesie, le sue commedie, è lo stesso dialetto che parlavano, fra di loro, il pretone e il grosso sindaco comunista creati da Giovannino Guareschi che, infatti, diceva di non darsi arie di creatore: era la Bassa ad aver dato i natali a Peppone e don Camillo, Giovannino si era limitato a prenderli per mano e portarli su e giù per l’alfabeto.

Se, però, i racconti di «Mondo piccolo» sono scritti in italiano, come possiamo essere sicuri che parroco e primo cittadino, fra di loro, discorressero in vernacolo? È lo stesso Guareschi a raccontarcelo, quando scrive, nel racconto «All’anonima», quando Peppone, beccato da don Camillo ad usare la parola «abulico», senza conoscerne il significato, ma solo perché gli sembrava bella da utilizzare nel discorso, dice: «Reverendo, l’importante è che ci si capisca! […] Se io, porcaccio mondo, nei comizi potessi fare dei discorsi in dialetto, me la sbrigherei in metà tempo e difficilmente direi delle stupidaggini. Perché, quando uno fa un discorso, prima di tutto bisogna che capisca lui quello che dice. Se io parlò come mi ha fatto mia madre capisco tutto quello che dico. Perché, caro reverendo, mia madre mi ha fatto in dialetto, mica in italiano».

Ecco, tutto qui lo spirito del dialetto della Bassa e degli altri mille dialetti italiani, lo stesso spirito che usa Mauro Adorni nelle sue commedie e nei suoi racconti, come quelli della nuova raccolta presentata proprio a Fidenza: «I racconti di Oscar 2016», voluta dai «ragazzi» della Sissese, come omaggio a sorpresa per Mauro: 20 racconti brevi e 6 poesie, con traduzione italiana a fronte di Giampaolo Govi. Il folto pubblico presente al ridotto del Magnani ha riso e applaudito lungamente le letture dei racconti di Adorni. Al termine della serata, il vicesindaco e assessore alla Cultura Alessia Gruzza ha ringraziato Mauro e Giampaolo, sottolineando come Fidenza abbia aperto a diversi autori e interpreti dei dialetti, anche fuori provincia.

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