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E' morto Cesare Maldini: ci regalò l'impresa di Vicenza 1979

03 aprile 2016, 09:29

E' morto a 84 anni Cesare Maldini, ex giocatore del Milan ed ex allenatore della Nazionale italiana di calcio e padre di Paolo, ex terzino rossonero.

A darne notizia la famiglia Maldini, che in una nota "annuncia con immenso dolore la scomparsa di Cesare nella notte tra sabato e domenica". 

MARTEDI' A MILANO LE ESEQUIE. Il funerale di Cesare Maldini sarà celebrato martedì prossimo, il 5 aprile, alle 11 nella basilica di Sant'Ambrogio, a Milano. Lo ha annunciato la famiglia ringraziando "tutti per l’enorme testimonianza di affetto ricevuta per la scomparsa del nostro Cesare".

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(g.b.) - Cesare Maldini è stato un grandissimo protagonista del calcio nazionale e mondiale, ma anche di alcune indimenticabili pagine parmigiane. Fu lui, nel 1963, a sollevare a Wembley la prima Coppa dei Campioni italiana, nel Milan in cui giocava anche il parmigiano Bruno Mora. Fu commissario tecnico della Nazionale ai Mondiali di Francia '98.

Ma per noi parmigiani è soprattutto l'allenatore della "grande rimonta". Nel 1978-79, solo la tenacia del presidente Ernesto Ceresini credeva ancora nella possibilità di riacciuffare la serie B, in un campionato che sembrava ormai compromesso. Ceresini esonerò Landoni e chiamò proprio Maldini, che guidò una straordinaria rimonta, culminata nella vittoria nella sua Trieste e nel successivo spareggio di Vicenza contro la stessa Triestina: un 3-1 siglato dalla doppietta nei supplementari di Carletto Ancelotti. Poi, l'anno successivo, le cose non andarono altrettanto bene. Ma resta il ricordo di un tecnico vincente e di una stagione esaltante.

CESARE MALDINI, UNA VITA PER IL CALCIO

Nato a Trieste il 5 febbraio 1932, da giocatore è stato una bandiera del Milan ed ha vestito la fascia di capitano della Nazionale. Da allenatore ha guidato sia l'Under-21 che la Nazionale maggiore. Il suo esordio avviene con la maglia della Triestina, il 24 maggio 1953; l’anno dopo è già capitano della squadra. Dalla stagione 1954-1955 fino al 1966 milita nel Milan, disputando ben 347 partite, segnando 3 gol, vincendo 4 scudetti, una Coppa Latina e una Coppa dei Campioni. Nel 1963 era il capitano che alzò la prima Coppa dei Campioni vinta dai rossoneri battendo a Wembley il Benfica di Eusèbio e parecchi anni dopo la stessa foto vide protagonista suo figlio Paolo. Concluse la carriera da giocatore giocando l’ultima stagione a Torino. Con la maglia azzurra ha disputato 14 gare, esordendo il 6 gennaio 1960 in Coppa Internazionale contro la Svizzera (3-0) e disputando il Mondiale 1962 in Cile totalizzando 2 presenze. Smessi i panni di calciatore, dal 1967 inizia la sua avventura di allenatore prima al Milan come vice di Nereo Rocco per tre stagioni, poi al Foggia, poi alla Ternana e infine in Serie C1 con il Parma, che Cesare Maldini porterà in Serie B. Successivamente diventa un tecnico federale.
Dal 1980 al 19 giugno 1986 è l’allenatore in seconda di Enzo Bearzot con cui esulta per la vittoria nel Mondiale di Spagna '82, quindi poi dal 1986 al 1996 è l’allenatore dell’Under 21, con la quale diventa per tre edizioni consecutive campione europeo dando spazio e "regalando" alla nazionale maggiore i più forti giocatori di quel tempo. Nel dicembre del 1996, poi, diventa allenatore della Nazionale maggiore fino all’eliminazione subita dalla Francia, poi campione del mondo, ai calci di rigore nell’edizione di Francia '98. Successivamente (febbraio 1999) assume il ruolo di capo e coordinatore degli osservatori del Milan e il 14 marzo 2001 va a sedere temporaneamente sulla panchina della squadra rossonera come direttore tecnico e Tassotti come allenatore, sostituendo Alberto Zaccheroni. Al termine di quel campionato, la panchina viene affidata al turco Fatih Terim e il Milan gli affida anche il compito di consigliere dell’ex tecnico viola. Ma Cesare Maldini ha ancora bisogno di sfide ed alla fine del 2001 diventa CT del Paraguay in vista dei Mondiali del 2002 di Giappone e Corea. Si qualifica e diventa il più anziano allenatore del torneo a 70 anni, record che è durato fino all’edizione del 2010. Porta il Paraguay agli ottavi, ma viene sconfitto dalla Germania e successivamente rassegna le dimissioni. Negli ultimi anni è spesso intervenuto con commenti in radio e tv, in particolare nel 2012 è stato opinionista per Al Jazeera Sport.