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Journey To Gemini vincono Gazzarock

09 aprile 2016, 19:59

Journey To Gemini vincono Gazzarock

E' stata una fuga partita da lontano quella che ha permesso ai Journey To Gemini di vincere la terza edizione del Premio Gazzarock, l'unico dei ParmAwards a essere deciso dal pubblico con i clic sul nostro sito www.gazzettadiparma.it. Il quartetto composto da Elia Bavcar alla batteria, Antonio Galvani al basso, Alessandro Robuschi alla chitarra e Luca Dellinoci a voce, chitarra e piano si è inserito a gara iniziata da un paio di giorni, ha subito preso la testa ed è rimasto davanti fino alla fine.

«Siamo davvero contenti ed onorati di aver vinto questa competizione - dice Luca Dellinoci -. Abbiamo ascoltato i brani delle altre band e il target era alto, quindi cogliamo l’occasione per complimentarci e ribadire che la vittoria ci dà ancora più soddisfazione».

Cosa avete fatto per farvi votare da così tante persone?

«Naturalmente abbiamo usato i canali social canonici ma essendo non più di primo pelo abbiamo ormai un giro di amicizie musicali e non piuttosto ampio. Ci sono voti di parenti e colleghi di lavoro, compagni di squadra e vecchie fiamme».

Le canzoni sono pronte da qualche tempo; perché avete scelto questo momento per presentarvi?

«Abbiamo deciso che era ora. Un click mentale. O si cambia marcia o si fa dell’altro. Una volta deciso cosa volevamo fare tutto è venuto naturale e quindi la registrazione del video a dicembre, la collaborazione con la casa discografica PMS Studios, la fortunata concomitanza del contest e quindi un certo grado di pubblicità. Siamo pronti e carichi».

Uscirà presto un vostro disco?

«Siamo ancora combattuti sulla possibilità di fare uscire un Ep o un Lp. Il materiale è comunque pronto e la pubblicazione sarà davvero questione di dettagli tecnici. Siamo mostruosamente vicini».

Qual è la breve storia della band?

«Nasciamo nel 2007. Dopo aver lasciato la nostra band precedente, io Antonio ed Elia ci siamo accorti che senza musica non potevamo stare, allora ci siamo rimessi in gioco e abbiamo cominciato a comporre. Ma il sound non era quello giusto. Troppo etereo e poco incisivo. Mancava qualcosa. Alessandro ci ha dato quella grinta che mancava e senza accorgercene eravamo già alla RealSound Studio a incidere».

Qual è l'ispirazione e cosa volete esprimere con la vostra musica?

«L’ispirazione è scrivere buone canzoni senza fare piani o voli pindarici. Nei testi cerchiamo di metterci un po’ di quello che siamo come persone. Esseri che sbagliano, che soffrono, che si scontrano e che si amano. Poi sono le storie che si raccontano da sé».

Cosa pensate del movimento musicale parmigiano, in riferimento alle band, al pubblico e ai locali?

«Come dicevamo precedentemente il livello è alto. A Parma ci sono davvero grandi band nei generi più disparati. Forse quello che manca ancora è un pubblico un po’ più spassionatamente amante della musica live, ma forse qui noi band dobbiamo fare un mea culpa. Coi locali il discorso è diverso. Naturalmente non faremo nomi ma ci sono delle vere eccellenze e delle persone davvero di scarsa integrità».

Cosa va bene e cosa, invece, andrebbe migliorato?

«Una regola in realtà non esiste. Io personalmente penso che sia conveniente per i tre elementi di aumentare un po’ il rispetto nei confronti degli altri. Preparare dei concerti decenti, ascoltare una band anche se non è per forza del tuo genere preferito e non cercare di fregare la band con i conti della serva a fine serata».

Per voi c'è un posto sul palco della serata di premiazione, cosa suonerete?

«Useremo questa grande opportunità per presentare i pezzi dell’album che verrà e magari una cover un po’ particolare...».

La premiazione dei ParmAwards avverrà sabato al WoPa di via Palermo. Inizio ore 21,30, ingresso libero. Info: www.facebook.com/ParmAwards.R.PGN.