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Parma "zero zero zero"

Inchiesta - Quanto è estesa oggi la città della droga?

di Gabriele Balestrazzi

12 aprile 2016, 12:29

Qualche tempo fa ero rimasto colpito dalle parole, che pure mettevano nero su bianco una realtà già nota a tutti noi, del libro “Zero zero zero” di Roberto Saviano (un titolo che nasce dal gioco di parole tra la farina 00 e la polvere bianca - ovvero cocaina - più raffinata):

La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa, perché vuole fare gli straordinari senza sentire i crampi alla cervicale. Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio. O la sua segretaria che tira solo il sabato per divertirsi. Se non è il tuo capo, è sua moglie che lo fa per lasciarsi andare. Se non è sua moglie è la sua amante, a cui la regala lui al posto degli orecchini e meglio dei diamanti. Se non sono loro, è il camionista che fa arrivare tonnellate di caffè nei bar della tua città e non riuscirebbe a reggere tutte quelle ore di autostrada senza coca, […]  Il costruttore della casa in cui vivi, lo scrittore che leggi prima di dormire, la giornalista che ascolterai al telegiornale. Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina, o sei incapace di vedere o stai mentendo. Oppure, semplicemente, la persona che ne fa uso sei tu.

Parole che mi sono tornate in mente leggendo un passaggio del comunicato con cui sabato la Guardia di Finanza ha illustrato l’operazione che ha avuto il suo centro nel Parco Ferrari ed ha portato a due arresti. Ma nel comunicato si aggiungeva che:

Nel corso dell’indagine sono stati identificati e segnalati alla Prefettura di Parma 38 persone per detenzione e consumo di droghe; si tratta per lo più di studenti, professionisti ed imprenditori parmigiani, di età compresa tra 19 e 50 anni. Tali segnalazioni potrebbero comportare, tra l’altro, la sospensione o il divieto di ottenere, in futuro, documenti personali come la patente di guida, il porto d’armi, il passaporto ecc..

E’ evidente che le 38 persone citate dalle Fiamme gialle, così come le 60 ( fra cui l’ex sindaco di Zibello) segnalate dai carabinieri in una analoga operazione di metà marzo nella Bassa sono una concreta e parziale versione parmigiana delle parole di Saviano. Cui dobbiamo anche noi senza dubbio aggiungere tante altre figure: che in questo momento sono alla guida sulle nostre strade, stanno eseguendo visite mediche o componendo  musica o scrivendo articoli di giornale ecc. ecc.

Ma è altrettanto evidente che, già nella stessa presentazione degli inquirenti, in ogni operazione antidroga questa è la parte che fa meno “notizia”, rispetto a chi viene arrestato o denunciato. L’altro dato rimane “marginale” e senza nomi: e così finiamo tutti (giornalisti compresi) per focalizzare la nostra attenzione sull’altra parte del problema. Vediamo cioè la schiera di chi, ormai perfino sotto casa per chi abita da via Trento ai viali del’Oltretorrente, spaccia letteralmente alla luce del sole (o dei lampioni: ma praticamente davanti a tutti) e identifichiamo il problema droga soprattutto o esclusivamente con loro.

Che poi, essendo il 90% dei venditori open air nordafricani, ci consente di aggiungere anche il problema droga al conto del degrado delle nostre città che molti attribuiscono soprattutto, o solamente, alla “invasione” extracomunitaria. Dimenticando appunto che dall’altra parte della bustina c’è un mondo tutto parmigiano

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