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Cibus: focus su prodotti vegani, bio e per i musulmani

20 aprile 2016, 17:53

Cibus: focus su prodotti vegani, bio e per i musulmani

Tremila espositori, 11% in più rispetto alla precedente edizione, e 70mila visitatori attesi, di cui 15mila dall’estero: sono i numeri di Cibus, il salone internazionale dell’alimentazione, organizzato da Fiere di Parma e Federalimentare e in programma da 9 al 12 maggio.
Tra le novità, una sezione dedicata ai prodotti certificati Halal, per i consumatori musulmani, e Kosher, per i fedeli di religione ebraica. Fra le innovazioni che verranno presentate, «crescono quelle legate ai prodotti biologici, gluten free e vegani - spiega una nota - come pure il ricorso a packaging più rispettosi dell’ambiente».
«Forte di una expertise di oltre 35 anni, sviluppata ulteriormente nel semestre di Expo2015 - ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, presidente di Fiere di Parma - Cibus si conferma come la piattaforma per eccellenza dell’industria alimentare per incrementare gli scambi con i mercati esteri».
«Se Expo ha consacrato nel mondo il modello alimentare italiano come modello di riferimento internazionale - ha sottolineato Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare - quest’edizione record di Cibus sarà l’occasione per ribadirlo. Stiamo già guardando oltre, per rafforzare in futuro la presenza internazionale di questa manifestazione».
«La sfida per i prossimi anni - ha sottolineato Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma - è trasformare Cibus in una piattaforma permanente per la promozione all’estero a disposizione del food Made in Italy e delle istituzioni». 

I convegni di Cibus 2016

FEDERALIMENTARE: OBIETTIVO 50 MILIARDI DI EXPORT. L’obiettivo delineato dal premier Matteo Renzi di raggiungere i 50 miliardi di esportazione del settore alimentare entro il 2020 «è alla nostra portata». Il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, lo ha detto durante la presentazione di Cibus. 
«Nel 2015 - ha ricordato Scordamaglia - l’export del comparto alimentare ha raggiunto i 37 miliardi di euro. Con un 6-7% di aumento dell’export l’anno, l’obiettivo» dei 50 miliardi entro il 2020 «è alla nostra portata e garantirebbe un aumento di circa 100 mila fra occupati diretti e indiretti, permettendo al Made in Italy alimentare di entrare nella leadership europea».