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Arte

Magnani Rocca, eleganza e bellezza delle stanze private

di Stefania Provinciali

25 aprile 2016, 17:55

Aprono al pubblico per la prima volta, fino al 12 giugno, le stanze private della Villa di Luigi Magnani, sede della Fondazione Magnani Rocca, a Mamiano di Traversetolo. Un’occasione unica per visitare la mostra dedicata a «Severini. L’emozione e la regola» che resterà visibile fino al 3 luglio ed insieme scoprire le stanze mai viste e l’affascinante storia dell’artefice della Villa dei Capolavori. In questi ambienti privati sono, infatti, custodite opere che il collezionista scelse per la sua raccolta d’arte e che non sono presenti nell’esposizione permanente della Fondazione: dipinti e disegni autografi di Renato Guttuso, Filippo de Pisis, Giacomo Manzù – amici di Magnani - finora celati alla vista del pubblico, poi lavori grafici di Goya, Ingres e Manet, oltre ai ritratti delle sorelle Ada e Lisetta realizzati da Eva Barrett fotografa-ritrattista della corte inglese e dei regnanti d’Italia, fra mobili e arredi di gran pregio.

Salendo le scale, al primo piano, si inizia il percorso tra rarità e segreti non ancora svelati. La prima stanza che si incontra è la biblioteca dalle cui finestre si gode di una vista impareggiabile sul grande parco all’inglese della dimora.

Qui, accanto ai volumi dedicati alla storia dell’arte e ad altri preziosi libri, tra cui edizioni omeriche e virgiliane di Bodoni, si trovano i nudi maschili di De Pisis, pagine autobiografiche sui rapporti contrastati che si instauravano tra il pittore e i suoi modelli, i Trattati di geometria e anatomia di Albrecht Dürer (Parigi, 1535) e il Ragguaglio delle nozze delle Maestà di Filippo Quinto e di Elisabetta Farnese (Parma, 1717) col cartiglio del corteo nuziale di Elisabetta, madre di Carlo III re di Spagna, di Filippo di Borbone duca di Parma e di Luigi Antonio, il Don Luis protagonista della grande tela di Goya collocata al piano terra del museo, acquistata da Magnani nel 1974.

Si possono scoprire le testimonianze dirette dei rapporti di amicizia e stima di Magnani con gli artisti e gli intellettuali del tempo; lettere private, il diario degli illustri ospiti della Villa che vi apponevano pensieri personalizzati, firme, disegni come era solito fare Guttuso o poesie inedite come quella lasciata da Giuseppe Ungaretti, o ancora Eugenio Montale, amico fra i più cari di Magnani, di cui è esposto uno dei rarissimi dipinti. A fianco, la saletta della musica, offre un compendio dei gusti musicali di Magnani, celebre anche come musicista e musicologo.

Numerosi sono gli spartiti raccolti, alcuni con composizioni dello stesso Magnani, accanto ai suoi amati vinili di Mozart, Beethoven, Mahler. Si arriva quindi al salone grande, arredato con mobili e quadri neoclassici e impero dei primi dell’Ottocento, in linea col gusto che caratterizza gli arredi esposti stabilmente al pubblico. Chiudono il percorso di visita due intime stanze che omaggiano i genitori di Luigi Magnani, alla memoria dei quali è dedicata, negli intenti del figlio, la costituzione della Fondazione. Nella stanza del commendatore Giuseppe, che fu tra i più importanti imprenditori caseari in Italia, è ordinata un’altra sezione della biblioteca con i testi di letteratura italiana. La stanza di Donna Eugenia Rocca, ricordata per la sua raffinata cultura, offre, a parete, un arazzo da lei cucito negli anni Quaranta ed un’ulteriore sezione della biblioteca con testi di letteratura francese in lingua originale, tra cui spiccano le opere predilette di Stendhal e Proust. Per la particolare preziosità delle stanze è consentito accedervi a gruppi di massimo 20 persone accompagnate da una guida specializzata in abbinamento alla visita guidata alla mostra su Severini. Le visite sono programmate il sabato alle 16, la domenica e i festivi (25 aprile e 2 giugno) alle 11.30, 15.00, 16.00, 17.00. È possibile prenotare via mail a segreteria@magnanirocca.it; oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti.