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Fiere di Parma

Cibus chiude con numeri record: +18% le presenze

di Giuseppe Milano

12 maggio 2016, 21:14

Per Cibus è stata decisamente una edizione da record. Il 2016 si chiude con numeri tutti in positivo per il Salone internazionale dell’alimentazione delle Fiere di Parma, che non solo registra un saldo attivo ma rilancia per il futuro.
Prima di tutto i numeri: in attesa dei dati finali, le statistiche parlano di un +18% di presenze, con un numero mai toccato in precedenza di espositori e buyers italiani e stranieri. Superata quota 70mila, con 15mila persone che hanno visitato Parma dall’estero. «Bilancio semplicemente straordinario» - sottolinea Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma che, forte del nuovo accordo con Federalimentare della durata di dieci anni, consegna a Cibus il ruolo di guida nella promozione nel mondo del made in Italy alimentare. Traguardo raggiunto raddoppiando l’impegno con il Salone che diventerà appuntamento fisso ogni anno grazie a 'Cibus Connect', il Salone che, negli anni dispari, riunirà gli operatori del settore in aprile.
«Abbiamo raggiunto una visibilità incredibile - spiega ancora Antonio Cellie - e possiamo dire di essere ormai la fiera di riferimento per il made in Italy a livello mondiale. Due anni fa lo avevamo promesso: avremmo riportato questa fiera al centro del made in Italy alimentare e ci siamo riusciti».
Sorridono gli organizzatori, sorridono espositori e buyers anche di settori emergenti che hanno assunto un ruolo sempre più importante nella manifestazione parmigiana. Dai cibi bio al mondo vegano, passando per l’alimentazione kosher e halal.
In chiusura di Cibus anche l’annuncio dell’istituzione del primo Osservatorio Internazionale sull'Italian Sounding alimentare. I finti 'parmesan'&C. costano al mercato italiano molto più di 60 miliardi di euro «se pensiamo che solo in America - ricorda Luigi Scordamiglia, presidente di Federalimentare e coordinatore dell’Osservatorio - il fenomeno vale circa 23 miliardi».
Ora l’appuntamento è per aprile 2017 con 'Cibus Connect' e per il 2018 con l’edizione tradizionale di Cibus. La programmazione è già partita e il prossimo 20 maggio ci sarà il primo summit con l’amministrazione municipale di Parma per iniziare la programmazione dei lavori sul fronte della viabilità, la nota ancora dolente della fiera parmigiana. Su questo aspetto si chiede anche la collaborazione della Regione Emilia-Romagna che, con l’assessore all’agricoltura Simona Caselli, parla della necessità di «un’unica cabina di regia regionale per il sistema fieristico». Appello accolto dall’ad Cellie per «quelle parti non competitive come i grandi quartieri che abbiamo, gli obiettivi di investimento» e, soprattutto, «le grandi infrastrutture di supporto».