Archivio

ISTAT

Stipendi, gli aumenti più bassi dall'82

E i consumi restano al palo

26 maggio 2016, 20:54

Stipendi, gli aumenti più bassi dall'82

I prezzi in deflazione non bastano a ridare slancio ai consumi, ma fanno sentire i loro effetti sulle buste paga. Gli ultimi dati Istat sanciscono la crescita zero delle vendite al dettaglio nel primo trimestre rispetto al trimestre precedente e l’aumento delle retribuzioni più basso mai registrato in 34 anni di serie storiche, dal 1982.

CONSUMI FERMI Ad aprile, infatti, i compensi orari vedono una mini-crescita tendenziale dello 0,7%, segnando un nuovo minimo storico dopo lo 0,8% toccato a gennaio. Questa dinamica salariale ostacola i consumi che, a marzo, tornano in calo dello 0,6% in valore rispetto a febbraio. Rispetto al 2015 l’andamento resta comunque positivo, in aumento del 2,2%, grazie alla spinta degli acquisti alimentari (che crescono del 3,7%) e delle vacanze pasquali, cadute con un mese di anticipo. Risulta migliore la situazione dei servizi in generale, in espansione dello 0,3% nel primo trimestre rispetto al periodo precedente, trainati da commercio all’ingrosso e trasporto aereo.

SENZA CONTRATTO Su 8,3 milioni di persone in attesa del rinnovo, secondo i dati Istat, circa 2,9 milioni lavorano infatti nel pubblico impiego, che sconta da sette anni il blocco della contrattazione. Hanno il contratto scaduto complessivamente oltre sei dipendenti su dieci (il 64,1%) e l’attesa media per il rinnovo, calcolata sul totale dei lavoratori, supera i due anni, toccando il valore record di 24,3 mesi (erano 20,5 un anno fa).