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Liceo Marconi

Il mio anno da rappresentante

Pietro Rampini racconta la sua esperienza

di Pietro Rampini

09 giugno 2016, 23:41

Il mio anno da rappresentante

Chi l’avrebbe mai detto? Su quel palco al Cinema Astra eravamo acerrimi nemici: il clima era tesissimo, ci si incontrava per strada e nemmeno ci si salutava. Non dimenticheremo mai la bellezza di quel palco, da cui cercavi di spiegare perchè saresti stato un rappresentate più affidabile di un altro candidato. Oggi, l’opposto. Tra noi quattro si è instaurato un rapporto di amicizia basato sulla fiducia e sul rispetto reciproco che non si spegnerà mai. Sono stati 8 mesi di lavoro intenso e appassionato. Non dimenticherò mai l’infinita serie di chiamate il giorno prima dell’assemblea, le preoccupazioni per questo o quell’altro dettaglio, le lezioni perse e l’energia spesa. Quella del rappresentante è un'esperienza che auguro a tutti: si impara a relazionarsi alla pari coi professori e si capiscono in profondità i meccanismi alla base del luogo che frequentiamo tutti i giorni, la scuola. Un ragazzo che si mette in gioco per la propria scuola è un esempio di buona cittadinanza, che va incoraggiato in ogni sua forma. Gli errori e i passi falsi ci sono stati, non abbiamo mai provato a negarlo, ma saranno da esempio per i prossimi anni, perchè la perfezione non esiste e siamo convinti che si possa sempre fare meglio. Insieme a voi il Marconi ha cambiato direzione. Le assemblee sono ritornate punto centrale della vita degli studenti di tutta la scuola: dal tinteggio all’orientamento, dalle unioni civili alla crisi economica, dal calcio al confronto politico. Pensiamo che la politica, così come la scuola, debba tornare centrale nella società, e nel nostro piccolo, ci siamo impegnati in questo senso. Un altro esempio che dimostra l’importanza del lavoro svolto quest’anno penso sia l’Assemblea Straordinaria, organizzata in seguito agli attentati di Parigi del 13 Novembre. In tutte le 75 classi della scuola i ragazzi hanno affrontato in modo adulto e interessato un argomento altrettanto importante, quello del terrorismo e le sue origini. I nostri ospiti sono stati personaggi di primo piano del panorama nazionale: il sindaco della nostra città, senatori e deputati di diverso colore politico e professori universitari. Spesso, dopo le nostre assemblee i giornali locali hanno dedicato molto spazio al Marconi, come in questo caso, ed ognuno di noi ne è andato fiero. È successo anche con la merenda solidale diretta all’ospedale. Il Marconi si è tirato su le maniche e ha dato l’esempio a tutta la città, raccogliendo ben 1316 euro da dedicare al nuovo polo di oncologia. L’ultima scommessa è stata quella dell’ultimo giorno di scuola in piscina: una sfida rischiosa, ma conclusa con successo. Quelle di ieri sono state 8 ore di musica e divertimento, l’organizzazione è stata impeccabile e perfino i professori presenti, all’inizio scettici su questa iniziativa, sono usciti dall’impianto soddisfatti. Una buona dose di estate composta da musica non-stop, calcetto, pallavolo assieme alla vasca dove poter gettare 9 mesi di ansie scolastiche. Il tutto concluso dalla performance dei Musicanti Di Grema, che hanno scritto alcune canzoni tra le mura della nostra scuola. Un ritorno ai vecchi tempi, insomma. Grazie a chi ci ha criticato duramente, perchè il bello di rappresentare una comunità è anche questo, andare avanti con la consapevolezza che non tutti possono essere accontentati. Grazie alla scuola che ci ha supportato in ogni nostra iniziativa, ai nostri collaboratori (per alcuni dovremmo erigere una statua, non faccio nomi, Braga) e ai professori, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile. In bocca al lupo ai candidati del prossimo anno.

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