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Permessi retribuiti

Un'ora di lavoro per le persone con disabilità

14 giugno 2016, 07:00

Un'ora di lavoro per le persone con disabilità

Francesca Moretti

Colorno, un venerdì pomeriggio come altri, una palestra normalissima, atmosfera tranquilla e qualche genitore che aspetta nell’atrio. Fin qui nulla di speciale ma… Fuori, parcheggiato sotto la pioggia, c’è un pulmino verde brillante con il motore ancora caldo. Ha appena finito di percorrere la Bassa in lungo e in largo, tra Sorbolo, Mezzani, Torrile e oltre, per accompagnare qui i ragazzi dell’associazione Non ti scordar di me, che già dal nome è una promessa.

Ed ecco la prima cosa che rende speciale questa storia che sembra ordinaria ma ordinaria non è. In cerchio, proprio al centro della palestra, ci sono quindici ragazzi disabili, con le scarpette ai piedi e in faccia un gran sorriso. Li allena un insegnante con una grinta da fare invidia; sono felici di essere qui, di fare ginnastica e stare insieme agli altri. Mescolati fra loro ci sono i volontari, una manciata di belle persone che, regalando il loro tempo, rendono possibili questi pomeriggi senza pensieri. Perché per un ragazzo con disabilità, uscire di casa, raggiungere una palestra e poi rientrare, sono attività che richiedono la disponibilità di un’altra persona, e non sempre i genitori possono esserci. Ma forse per questi ragazzi è bello che sia così, che possano sentirsi autonomi dagli impegni di mamma e papà, come prima o poi deve accadere a tutti.

Fra i volontari che corrono sul linoleum blu oltremare, ne spiccano tre che indossano la stessa maglietta: è bianca e ha sul cuore un disegno di mani che si intrecciano, il logo del progetto Hands in motion. Queste mani in movimento sono quelle dei dipendenti della Wittur S.P.A., grande azienda produttrice di ascensori, che conta stabilimenti in tanti angoli del pianeta, fra i quali Colorno, proprio a pochi passi da quella palestra dove i ragazzi dell’associazione si ritrovano ogni venerdì pomeriggio. E’ il secondo aspetto speciale di questa storia: la Wittur ha scelto di premiare i dipendenti che mettono a disposizione il proprio tempo libero, offrendo loro un’ora di permesso retribuito per ogni ora spesa al fianco di Non ti scordar di me.

Per l’azienda è un modo per dimostrare che il business può essere etico, per partecipare alla vita del territorio, per dare un aiuto pratico che non sia un semplice contributo economico. Il progetto è bello, tanto da avere vinto fra tutti quelli presentati dagli altri stabilimenti, nel mondo. I risultati si vedono: oggi sono cinque i volontari Wittur che si alternano a fianco dei ragazzi e siamo solo all’inizio. E’ un’esperienza che lascia il segno, dove si riceve in cambio molto di più di quello che si dà, sicuramente un esempio virtuoso che si spera possa ispirare altre aziende.

Per i genitori dell’associazione Non ti scordar di me è una manna dal cielo, visto che di volontari non ce n’è mai abbastanza per affiancare i ragazzi nelle tante attività settimanali; in agenda, infatti, non c’è solo la palestra due volte la settimana, ma anche la musica, il canto, le gite…. Strade diverse che hanno l’unico intento di costruire occasioni di benessere e integrazione per i giovani disabili e offrire loro il diritto di vivere serenamente la propria diversità.

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